Sei qui:  / Articoli / Interni / Riparte il progetto educativo antimafia e antiviolenza del Centro Pio La Torre

Riparte il progetto educativo antimafia e antiviolenza del Centro Pio La Torre

 

Mercoledì 23 ottobre alle ore 9:00 al Rouge et Noir di Palermo prenderà il via la XIV edizione annuale del progetto Educativo Antimafia e Antiviolenza del Centro Pio La Torre. Il sistema collaudato in questi anni prevede la partecipazione, in diretta e in videoconferenza, degli studenti delle scuole secondarie di secondo grado, delle Università e delle scuole e degli istituti penitenziari di Italia. Le trasmissioni saranno anche in diretta streaming a disposizione di quanti vorranno seguire le videoconferenze introdotte da esperti di alto profilo scientifico, professionale e politico e seguite dal dibattito animato dagli studenti.

Il tema, articolato in sei videoconferenze, quest’anno si soffermerà sull’evoluzione delle mafie contemporanee partendo dall’esito della seconda guerra di mafia (1978/1983) che provocò centinaia di vittime innocenti, ma segnò la sconfitta storica della mafia che tentò di imporre allo Stato, con lo stragismo, il suo potere. Infatti, di fronte ai delitti politici mafiosi,alle stragi di inquirenti, dei magistrati, degli uomini delle scorte, nacque dalla società civile un ampio e trasversale movimento antimafia di popolo, che fu ascoltato dal Parlamento dopo l’ uccisione del prefetto Carlo Alberto Dalla Chiesa con l’approvazione della prima legge antimafia dopo 122 anni dall’Unità di Italia.

La legge Rognoni- La Torre creò lo strumento giudiziario che permise ai magistrati di perseguire i componenti di ogni associazione di stampo mafioso e confiscarne i beni accumulati con il crimine. Essa segnò una cesura storica dopo la quale nessuno avrebbe potuto ignorare la natura criminale della mafia, caratterizzata dal suo rapporto organico con la politica, il mondo degli affari e la società. Essa permise il primo Maxiprocesso della storia contro la mafia che comminò, con sentenza definitiva decine di ergastoli e condanne esemplari a centinaia di mafiosi. Infine con le stragi del 1992/1993 la vecchia mafia, grazie all’applicazione della legge Rognoni-La Torre, all’uso intelligente e rigoroso che ne fecero inquirenti e giudici di nuova cultura giuridica e alla crescita a livello sociale del movimento antimafia, segnò la propria fine, ma anche la sua trasformazione camaleontica nelle forme attuali. Partendo da questa premessa, che la vecchia mafia è stata sconfitta, sarà approfondita l’analisi sulle nuove mafie più invisibili, più estese sia sul territorio nazionale sia a livello transnazionale grazie alle più sofisticate reti di relazioni con la cosiddetta area grigia delle professioni, dell’economia e delle istituzioni. Quindi non solo la memoria di uomini valorosi, vittime innocenti di mafia ma approfondimento conoscitivo delle nuove realtà criminali, utilizzando gli anniversari come quelli del 20° della Carta Onu Palermo 2000 e del 40° dell’omicidio di Piersanti Mattarella che assieme a quello di Pio La Torre, C.A. Dalla Chiesa, Terranova, Costa, Chinnici caratterizzarono la natura politico-mafiosa della loro repressione, avvenute cioè per mano mafiosa, ma suggerita e ispirata da ambienti politici, ma ancora non svelati sul piano giudiziario.

Il progetto estende la sua esplorazione sul tema della violenza soprattutto di genere nel quadro della violazione dei diritti umani e della cittadinanza anche nello specifico dei nuovi fenomeni come la tratta dei migranti. Affronta altresì il ruolo delle religioni, soprattutto cattolica, cristiana, musulmana nel contrasto alle mafie per evidenziare la complessità culturale del vasto movimento antimafia crescente in questi ultimi decenni. Il progetto prevede, inoltre, il coinvolgimento degli studenti attraverso: la pubblicazione di articoli; l’invito a produzioni di attività teatrali basate sui testi antimafia scritti per il Centro Pio La Torre da Vincenzo Consolo, Gabriele Montemagno e GianFranco Perriera; e la compilazione online di un questionario per registrare la loro percezione del fenomeno mafioso, i cui risultati specifici saranno analizzati dal comitato scientifico del Centro e resi pubblici prima del 30 aprile 2020 (38° anniversario di Pio La Torre e Rosario Di Salvo).

Il progetto Educativo del Centro si pone l’ambizioso obiettivo di trasmettere alle nuove generazioni la memoria del passato, con un’analisi del presente senza mitizzare la prima e semplificare la seconda, ma sottoponendola alla verifica meticolosa del comitato scientifico, senza nessuna presunzione autoreferenziale. È nostro obbligo morale consegnare alle nuove generazioni la complessità di un impegno civile, democratico e progressista per il cambiamento culturale, politico, sociale, economico della Sicilia e del paese, ancorati ad una visione dell’Europa democratica capace di misurarsi con i cambiamenti epocali dell’innovazione tecnologica e la globalizzazione.

TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE