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La tessitrice del filo dell’acqua. Incontro con Chiara Vigo alla libreria Cavallotto di Catania

 

Quando incontri Chiara Vigo e i suoi ricami di bisso marino, evanescenza dorata e impalpabile del mare prodotta dalla Pinna Nobilis – un mollusco bivalve del Mediterraneo, ora specie protetta – avverti un’emozione indicibile. Stai penetrando in una sfera sacra, dove non ci sono distinzioni temporali, dove terra cielo e mare si uniscono in un gesto rituale, tramandato per linea femminile, che riporta all’era dei patriarchi biblici, i cui mantelli venivano tessuti con la seta marina.

Magnetica presenza, la sciamana impone il suo sguardo fermo e antico in un volto che porta i tratti di una forza mediterranea imprigionata nei lineamenti delicati e decisi, in mani dalle unghie acuminate, rivelatesi poi arnesi indispensabili per la sua tessitura, in una voce dura e profonda dalla pronuncia chiusa e tagliente, mentre denuncia la chiusura indiscriminata del Museo del Bisso a Sant’ Antioco, piccola isola della Sardegna meridionale, a lei concesso in comodato d’uso nel 2005 da cui è stata sfrattata nel 2015 per lavori di manutenzione ancora non eseguiti! “Mi sento tradita. Se mi mandano via andrò all’estero dove le mie opere sono già apprezzate.” Il Museo aveva il compito di mostrare al mondo i preziosi manufatti. “Il bisso non si vende e non si compra”, tiene a precisare la Sacerdotessa del mare. Inqualificabili trascuratezze dell’amministrazione nella manutenzione dell’impianto elettrico hanno così determinato la chiusura del Museo (più di 70mila presenze) e dunque della stanza-laboratorio dove il Maestro, unica al mondo, esercita la sua arte arcaica. Questo straordinario spettacolo rischia di non essere più alla portata di tutti. Chiara, legata da un sacro giuramento all’amatissima nonna Leonilde Mereu, custode di codici ancestrali, tramanderà comunque il segreto alla nipote. Lei stessa, già erede del bisso tramandato, pesca la mitica seta in un momento astrale preciso dopo “la preghiera dell’acqua”, per poi filare il delicatissimo filamento che in 40 minuti diventerà un filo dorato che sarà ricamato su tessuti come la canapa e il lino o intrecciato in un delicato e leggero merletto, lieve al tocco. I manufatti della Vigo, ormai famosa oltralpe, personaggio ruvido e potente, investito di una missione assoluta, saranno ospitati a New York, in una mostra a lei dedicata. L’emozionante incontro è stato accompagnato da un docu-film, “Il filo dell’acqua” girato dalla regista Rossana CIngolani, presente all’evento, che ha brevemente illustrato la sua realizzazione. Il filmato di 27’ (che è stato poi elaborato in un lungometraggio di 72’) ci ha portato sull’isola e ci ha mostrato i momenti salienti della vita del Maestro, consustanziata dalla sacralità del gesto antico del “tramandare matrilineare” la cultura arcaica dei padri.

Le origini della Vigo che porta anche i geni dell’ebraismo, che canta in sanscrito e in aramaico, ci riportano alla cultura che ha generato il suo percorso esistenziale, vivificato dalla generazione e dalla trasmissione del sapere. “L’inutilità dell’arcaico contro i falsi idoli del consumismo” è la magnifica, ironica affermazione di una donna Maestro, sciamana e cultrice nonché custode di quest’arte che nelle trame del bisso a sua volta custodisce i segreti della vita, ma che è anche pragmatica. Commendatore della Repubblica, consulente del Vaticano, collaboratrice della facoltà di biologia, Chiara Vigo è instancabile nella condivisione e diffusione di tanta arte. Una catena di solidarietà si è sviluppata per aiutare questa straordinaria donna che riesce, in un tempo avaro come il nostro a comunicare la ricchezza profonda della saggezza antica. Libri, apporti volontari, crowdfunding, sono risorse che possono permettere di riaprire il museo di Sant’Antioco. Affascinati e turbati nell’animo da tanta bellezza e contemporaneamente indignati per l’ottusità delle amministrazioni, salutiamo il Maestro e sappiamo che lei d’ora in poi sarà con noi, nutrendo la forza generativa e e tramandante delle donne, depositarie di antichi saperi e aperte al nuovo, in asse con la vita che è in costante trasformazione. Esemplare, vigorosa nel generare, custodire e tramandare poiché i gesti rituali ci connettono con la natura e con le nostre origini, arcaica, legata a un giuramento sacro, Chiara Vigo si infutura dandoci segni profondi di rinnovamento dagli abissi del mare e della coscienza millenaria. In questo libro a lei dedicato, arricchito da una fotografia corposa ed essenziale l’autrice insieme al Maestro svela i segreti del bisso del mare e della sua tessitura, intrecciata con la storia degli uomini, in un testo in italiano/inglese, essenziale ed esaustivo, donandoci un’esperienza straordinaria e assolutamente pregnante.

Carlo Delfino editore. Susanna Lavazza, M.CHIARA VIGO. L’ultimo Maestro di bisso.

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