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Governo. Nella notte un Cdm teso e nervoso conferma il Dl crescita, ma col Salva Roma a metà

 

Alle 6 i sindacati scuola siglano l’intesa e sospendono lo sciopero del 17 maggio

Alle 3 del mattino vengono convocati i sindacati della scuola e alle 6 la firma dell’intesa. Sospeso lo sciopero

Nel frattempo, verso le due del mattino, il premier Conte richiamava i sindacati della scuola che hanno lanciato lo sciopero per il prossimo 17 maggio, Flc-Cgil- Cisl scuola, Uil scuola, Snals e Gilda. Alle 6 di questa mattina si è chiuso l’incontro con la sigla di un’intesa che ha portato i sindacati alla sospensione dello sciopero. Il premier Giuseppe Conte, con un post su Facebook, conferma la sigla dell’accordo coi sindacati della scuola e impegna il Governo a trovare le risorse necessarie “per un congruo aumento degli stipendi” degli insegnanti. “Giornata, o meglio, notte impegnativa. Sono le 6 del mattino e si è appena conclusa una riunione fiume con i sindacati del mondo della scuola: istruzione e ricerca sono un comparto strategico per il nostro Paese e una priorità di questo governo. Al termine del Consiglio dei ministri – sostiene – con il ministro Bussetti e il sottosegretario Giuliano, ho incontrato e ascoltato le richieste delle organizzazioni sindacali, con le quali è stato finalmente raggiunto , all’esito del confronto, un accordo che ha permesso di revocare lo sciopero inizialmente indetto per il prossimo 17 maggio. Consapevole di dover investire di più in questo settore, pur in un quadro di finanza pubblica che purtroppo ci pone dei vincoli, il governo si è impegnato a individuare le risorse necessarie per il rinnovo del contratto assicurando un congruo aumento degli stipendi. Le retribuzioni degli insegnanti devono essere adeguate alle responsabilità che ricoprono, tra le quali la definizione degli strumenti per superare il problema del precariato. Andiamo avanti sulla via del dialogo, con l’obiettivo di superare le vertenze di un comparto troppo a lungo trascurato dai precedenti governi; il nostro obiettivo è rilanciare e far ripartire il sistema Italia. Continuerò a visitare le scuole italiane nella consapevolezza del ruolo findamentale che esser svolgono, in una prospettiva inclusiva e solidale, nella costruzione di un futuro migliore, più umano e più giusto per il nostro Paese”. Più tardi, la nota congiunta dei sindacati:  “È sicuramente apprezzabile che il Presidente del Consiglio, insieme al ministro dell’istruzione abbiano voluto direttamente incontrare i sindacati della Scuola e dell’intero Comparto Istruzione e ricerca: è un metodo che dovrebbe essere permanente e ordinario e non da utilizzare solo nei momenti in cui le organizzazioni sindacali sono costrette a mobilitarsi. Abbiamo ricevuto risposte utili alla riapertura del confronto con il ministero a partire dai tavoli tecnici di confronto con la finalità di dare piena attuazione ai contenuti dell’intesa politica. Lo sciopero del 17 maggio 2019 è sospeso, mentre sono confermate tutte le attività di raccolta delle firme a contrasto di ogni progetto di regionalizzazione del sistema dell’istruzione”. Lo scrivono in una nota congiunta i sindacati del settore istruzione FLC CGIL, CISL FSUR federazione UIL Scuola RUA, SNALS Confsal, Gilda-Unams, dopo l’intesa sottoscritta nella notte con il presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte ed il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti. “Nel merito – spiegano – dopo aver ribadito le nostre posizioni sulle principali questioni alla base della mobilitazione si è giunti ad una chiara e condivisa presa di posizione a favore della identità e dell’unità culturale del paese da perseguire attraverso la Scuola garantendo con l’intesa lo stato giuridico del personale, il valore nazionale dei contratti, il sistema nazionale di reclutamento del personale e le regole per il governo delle scuole autonome. Il governo si è impegnato a stanziare risorse per il rinnovo contrattuale 2019-2021 per recuperare la perdita del potere d’acquisto degli stipendi dell’intero comparto, che sono al di sotto di quelli degli altri settori pubblici”. “Entro il triennio di vigenza contrattuale inoltre – proseguono le organizzazioni sindacali – saranno reperite ulteriori risorse destinate al personale della Scuola per adeguare gradualmente gli stipendi alla media di quelli dei colleghi europei. Il governo si è impegnato ad attivare un piano di stabilizzazione del personale non di ruolo con particolare attenzione ai docenti precari con tre anni di servizio secondo un principio di riconoscimento della esperienza maturata, con un percorso riservato finalizzato alla immissione in ruolo”. Per i sindacati “un significativo passaggio dell’intesa riguarda la valorizzazione del personale ATA attraverso il riavvio della mobilità professionale a partire dagli assistenti amministrativi facenti funzione di DSGA. Per i dirigenti scolastici l’intesa prevede il pieno riconoscimento del ruolo e della responsabilità; le principali criticità denunciate in occasione della indizione dello sciopero saranno affrontate in un tavolo apposito”. “Il rilancio dei settori della conoscenza come opportunità di crescita per lo sviluppo del paese prevede per l’università e la ricerca l’impegno del Governo a promuovere un intervento normativo per consentire maggiore flessibilità nell’utilizzo e nella determinazione dei fondi del salario accessorio. Per quanto attiene l’AFAM, l’intesa prevede la piena definizione e la velocizzazione del processo di statizzazione già avviato. Lo stesso accordo prevede un’azione del governo volta al completamento del processo di stabilizzazione del personale precario degli enti di ricerca, un piano di stabilizzazione per il personale che svolge attività di ricerca e didattica nell’universitá, nonché quello di assistenza tecnica e amministrativa”. “Il primo tavolo di confronto fissato per i primi di maggio riguarderà il tema della stabilizzazione del personale precario”, concludono i sindacati.

 

Da jobsnews

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