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Milano contro il razzismo: una pagina di storia italiana

 

Guardo le bellissime foto scattate durante la manifestazione  di  Milano e mi commuovo.  Ci sono facce di tutte le età sorridenti e allegre, ci sono i tanti colori  della pelle ,ci sono le famiglie, gli uomini e le donne con gli striscioni  che parlano di pace, di umanità, contro il razzismo, contro l’odio. Immagini che sprigionano ancora quell’energia  che si è respirata per le strade dove è sfilato il corteo e  in piazza del Duomo con la Madonnina, tanto cara ai milanesi, che mi piace pensare sorridente  davanti a  quello che stava accadendo sotto i suoi occhi. “Finalmente” pareva dire anche lei  che ne  ha viste tante da lassù,  ma che conosce bene i valori civili  che sono la coscienza della città , la sua capacità di reagire e di essere generosa.  E’ la Milano che amo, che mi ha formata e che ieri ho riconosciuto nella sua voglia di reagire  alla cupezza imposta al nostro paese da persone senza scrupoli. Non è stata una delle tante manifestazioni.

La giornata  di sabato 2 marzo 2019  è  un pezzo di storia del nostro paese. Sarà ricordata come  la risposta pacifica di Milano a chi semina odio e paura. “Vogliamo essere umani “è stato il messaggio di quelle oltre 200 mila persone a chi ci governa. “Non crediamo  nella politica dei muri, dell’intolleranza e dei morti in mare” perché non saranno quelli a garantirci sicurezza e lavoro. Un messaggio forte anche a tutti quelli che sono impauriti, ma che non sono  razzisti, e  si affidano a chi, per scopi elettorali, racconta una finta verità e spacca il paese. Uniti si può affrontare la sfida che il mondo  sta mettendo davanti a noi e a tanti altri paesi. Divisi dall’odio soccomberemo, ma garantiremo a certi politici, senza un mestiere vero, uno stipendio per i prossimi anni. Ogni  epoca ha dovuto affrontare migrazioni e noi siamo stati una nazione di migranti. Lo siamo tuttora  in un paese che invecchia e vede i suoi giovani partire. Da bambina, in pieno boom economico, vedevo  gli uomini arrivare dal sud per cercare lavoro nelle fabbriche milanesi. Coglievo la povertà che si portavano appresso nelle loro valigie di cartone, ma i loro sguardi mesti cambiavano in fretta man mano che si integravano e cresceva in loro l’orgoglio operaio. La dignità del lavoro che oggi manca perché c’è poco lavoro. Non è sulla paura quindi  ma sugli investimenti e la crescita che bisogna operare per far ripartire l’economia, proprio come in quegli anni 60 pieni di entusiasmo e di ottimismo.  Oggi davanti a 68 milioni di persone che  nel mondo hanno abbandonato le proprie case a causa di guerre e calamità naturali, con la popolazione dell’Africa di fronte alle nostre coste  che cresce a ritmi vertiginosi serve una visione con un orizzonte che non sia la prossima scadenza elettorale.  Servono politici che sappiano mettere al centro del dibattito politico mondiale l’Italia non  per le sue scelte razziste, ma per la sua capacità di creare opportunità per tutti. ”Io non cambio idea” ha reagito Salvini e non si capisce su che cosa dovrebbe cambiare idea davanti a una folla di manifestanti che gridano no al razzismo. Sta forse dicendoci che lui è a favore del razzismo? Sarebbe il caso che lo chiarisse in fretta. Come rapidamente dovrebbe chiarirci  da vicepremier che cosa vuole fare per favorire  la crescita,  come la mette con i suoi soci di governo contrari a  far partire  opere strutturali e cantieri per dare dignità di lavoro alle persone e non la carità di un sussidio. “ In Italia si arriva solo con il permesso” ha aggiunto commentando le  immagini dei manifestanti  che chiedevano umanità. E come non essere d’accordo su una regolamentazione dei flussi di migranti che serve anche agli imprenditori del nord alla ricerca costante di manodopera?  Facciamola quindi e soprattutto non sbattiamo la gente per strada senza un controllo, perché quello si crea insicurezza. Nel frattempo   io mi unisco all’ appello del sindaco Sala: “Mi auguro che altri seguano l’esempio di Milano .

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