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“La prova scientifica nel processo penale”

 

Il 21 marzo scorso, all’interno della suggestiva atmosfera del salone monumentale della seicentesca  Biblioteca Casanatense in Roma, si è tenuto un importante convegno dal titolo “La prova scientifica nel processo penale”.  Un attento e qualificato pubblico ha ascoltato gli interventi di tutti gli esperti che si sono avvicendati nel corso della giornata. L’evento è stato moderato dalla nota criminologa Immacolata Giuliani, consulente di Rai 2, direttrice e responsabile dell’U.P.A.C. (Unità Prevenzione ed Analisi Criminologica).

La Dott.ssa Lucia Marchi, direttrice della Biblioteca Casanatese  ha introdotto il convegno, spiegando ai presenti la storia della stessa. Dopo i saluti della Ing. Carla Cappiello, Presidentessa dell’Ordine Ingegneri di Roma, è intervenuto il Prof. Alberto Gambino, prorettore dell’Università Europea di Roma e Professore ordinario di Diritto Privato, che ha spiegato la differenza tra verità storica e verità processuale. Ha preso la parola l’Ing. Paolo Reale, ingegnere informatico, perito in importanti processi penali che ha parlato delle prove digitali, la loro efficienza, affidabilità, sottolineando l’importanza della tempestività dell’intervento peritale. Il Dott. Fabrizio Mignacca, psicologo psicoterapeuta, Presidente del Progetto Vittime e coordinatore scientifico della rivista Nous – Aracne Editrice, con il suo intervento vivo e coinvolgente ha sciorinato gli aspetti psicologici della Verità riferita, delle autoconvinzioni ed influenze del ricordo.

La sessione mattutina del Convegno è stata chiusa dall’intervento del Dott. Pier Matteo Barone, geoarcheologo, che ha chiarito la funzione della sua specializzazione quale supporto tecnico peritale in ambito forense e del settore persone scomparse, spiegando che la geoarcheologia è una disciplina scientifica per mezzo della quale vengono svolte ricerche accurate all’interno della scena del crimine. Le finalità di tale disciplina prevedono differenti fasi: i) la mappatura non invasiva del sottosuolo mediante tecniche geofisiche quali il georadar, ii) la localizzazione del target forense sepolto e iii) il successivo scavo stratigrafico archeologico. Tali fasi permettono di amplificare notevolmente il bagaglio di informazioni utili agli investigatori per risolvere un caso.

Il Convegno è ricominciato nel pomeriggio con l’intervento dell’Avv. Francesco Mastro, penalista, professore di Procedura Penale presso la Università LUM, che ha relazionato sui poteri dei Magistrati nella valutazione della prova scientifica. La Dott.ssa Chantal Milani, antropologa ed odontologa forense, già capitano dei R.I.S. di Roma, ha chiarito come l’elevato numero di cadaveri senza nome e persone scomparse, nonché i recenti disastri di massa che hanno colpito l’Italia, hanno posto l’attenzione sulla necessità di aggiornamento delle procedure di identificazione personale di cadaveri molto compromessi. Si tratta di uno dei settori di pertinenza dell’Antropologia e Odontologia Forense che si occupa di analisi di resti in cui l’approccio medico-legale tradizionale perde efficacia, quindi si deve ricorrere alle informazioni reperibili da specifiche analisi su ossa e denti.

E’ necessario un corretto recupero e reperta mento dei resti umani in contesti che vedono sempre di più la collaborazione delle diverse discipline della scienze forensi. La Dott.ssa Rosa Maria Di Maggio, geologa forense, già esperta appartenente alla Polizia Scientifica, ha parlato degli aspetti legati alla ricerca della prova mediante l’uso del telerilevamento e la geologia forense. La geologia forense è importante per lo studio del territorio in caso di numerose tipologie di reato come illeciti contro l’ambiente, la persona e il patrimonio. Lo studio viene svolto in due fasi complementari tra cui la lettura di cartografia tematica e l’analisi del territorio attraverso il telerilevamento; il sopralluogo in sito con il fine di ottenere tutte le informazioni dettagliate dell’area in esame. In seguito avviene l’eventuale repertamento delle tracce di qualsiasi natura che verranno analizzate come elemento di prova.

Il convegno è stato chiuso dall’Avv. Gianfrancesco Piscitelli, penalista, esperto in investigazioni e criminologia, Presidente di Penelope Sardegna onlus (Associazione degli amici e familiari delle persone scomparse) e referente per la Sardegna dell’Associazione Nazionale Gens Nova Onlus, il quale ha relazionato circa lo strumento a disposizione del difensore, sia dell’imputato che di parte offesa, delle indagini difensive, in particolare di quello poco usato delle indagini difensive preventive, anche in assenza di un procedimento penale già pendente. Ha concluso il Convegno sottolineando l’importanza della sinergia tra professionisti qualificati e competenti come i relatori presenti, auspicando un sempre più attento programma formativo degli Avvocati,  delle Forze di Polizia e di tutti quei soggetti ed associazioni che ruotano intorno alle indagini penali ed alla ricerca delle persone scomparse.

Abbiamo chiesto all’Avvocato Piscitelli il suo parere sull’importanza del Convegno: “Di questi incontri ce ne vorrebbe uno al mese… nonostante la mia esperienza oggi ho imparato tanto e, proprio nella mia veste di Presidente di Penelope Sardegna, ho capito che per la ricerca delle persone scomparse si può fare molto, cose che non vengono fatte, utilizzo di mezzi e metodi che non vengono attuati. MI ripropongo di discutere del problema con gli Organi competenti a ciò preposti…. Comunque un Convegno e relazioni altamente qualificanti e professionali “. Anche la moderatrice e promotrice del Convegno, la criminologa Immacolata Giuliani ha tirato somme positive:  “… sono veramente soddisfatta dell’attenzione dell’uditorio che non ha distratto mai l’attenzione da ciò che i qualificati relatori hanno illustrato, intervenendo anche con domande. Ciò che è venuto fuori è il bisogno di continua formazione ed informazione e l’importanza di una task force di professionisti seri e preparati come già da tempo ho auspicato con la creazione dell’U.P.A.C. – Unità Prevenzione ed Analisi del Crimine. Mi propongo di organizzare ancora, in tutta Italia, Convegni di tale portata professionale e formativa…”

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