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La Cina ci è vicina? Interessi europei e miopi egoismi: nazionali e ambientali

 

Alla caduta del Muro di Berlino, la Polonia cercò partners per realizzare indispensabili infrastrutture. Si creò una S.p.A, con riferimenti italo-polacchi, per la costruzione dell’autostrada che da nord a sud avrebbe attraversato la nazione di Wojtyla . Forse fu un errore mostrare questa infrastruttura come primo modulo (30%) del “corridoio” Trieste-Danzica che, con un percorso di 1.000 km (circa Roma-Palermo), congiungerebbe il Mediterraneo al Baltico, consentendo un risparmio di 6.000 km di tragitto (10 giorni di navigazione).

Idea “troppo onesta” per realizzarsi. Germania e Olanda, nemici eterni del progetto, si opposero. L’esito negativo, della vicenda e del “corridoio” utilissimo, apparve sulla stampa.

Uno degli obbiettivi della visita europea di Xi Jinping è stato proprio… il porto di Trieste, infrastruttura che, grazie ai cinesi, potrebbe ritrovare i fasti asburgici, diventando un volano di sviluppo per tutta una zona dell’Europa (Nord Est italiano, Slovenia e Croazia, Cekia e Slovacchia, Ungheria e Polonia) che risulta defilata, e conseguentemente anti-europea. Considerevoli anche  i benefici economici e ambientali. I tedeschi, che (con gli olandesi) controllano il traffico europeo dei container ed hanno con i Cinesi un interscambio quattro volte l’Italia, si sono opposti ancora al progetto, per rafforzare Amburgo. Anche gli americani sono contrari all’abbraccio cinese ed al “corridoio” di Trieste, per motivi strategici, anche perché tutto quello che non passa dall’atlantico non è facilmente controllabile.

E i  francesi?  Criticano gli italiani e firmano contratti per 10 volte noi!

Dell’intera vicenda Europa- Cina bisognerebbe solo avere un minimo di onestà nella politica internazionale. Valutare serenamente quali sono gli interessi collettivi europei, in particolare per lo sviluppo e per l’ambiente. L’esempio del “corridoio” Trieste-Danzica è emblematico del clima di egoismi miopi che governa l’Europa, non fa realizzare un’opera utile e seria. Altro che l’incredibile “corridoio” Lisbona – Lione – Torino – Kiev che, probabilmente, servirà a portare il baccalà portoghese in Ucraina.

 

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