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Greta e i suoi compagni: la insultano perché hanno paura

 

A un certo punto qualcuno dovrà pur dire che dovrebbe esserci un limite all’indecenza! Ecco, io lo dico senza alcuna remora di Maria Giovanna Maglie, che si permette in un programma radiofonico (peraltro della Rai, azienda a cui lei deve più che molto, tanto per dire) di urlare che metterebbe sotto con la macchina Greta Thumberg se non fosse malata e lo dico di Rita Pavone che definisce Greta un personaggio da film horror (sig!). Una frase inaccettabile, quella della Maglie, che poi lei minimizza come battuta, ma non solo inaccettabile perché palese incitamento all’odio, ma anche, e forse soprattutto, perché mira a ghettizzare una persona nel suo ruolo di “malata”. Ovviamente nessuno di questi pseudoopinionisti ha minimamente idea di cosa sia la sindrome di Asperger da cui è affetta Greta, che non è autismo, ma una forma di questa malattia i cui portatori sono quasi sempre di intelligenza superiore alla media, ma con difficoltà di relazionarsi con gli altri e a volte ripetitivi nelle loro azioni. Qualcuno pensa che Antony Hopkins non sia un attore favoloso perché è un Asperger? La Rai ne ha parlato, giustamente, anche in alcune fiction, ma adesso per Greta anche questo aspetto diventa insulto, vilipendio, offesa, tentativo di sminuire la forza del suo comportamento.
La vergogna non passa solo attraverso i social, l’odio passa attraverso ogni parola detta o scritta sui media, come un veleno sottile che si propaga lentamente nell’organismo fino a diventare drammatica patologia come a Cristchurh. Bisogna fermare questa spirale, senza il timore di passare per bacchettoni, oscurantisti o altro. Fermare questo odio di parole. Contrastare sempre, ribattere sempre, denunciare sempre, senza stancarsi mai. Il solo pensiero che qualcuno volesse una persona come la Maglie per fare un programma nello spazio che fu di Enzo Biagi ci fa venire i brividi. E spero che dopo questa pagina vergognosa se soltanto questa persona volesse tornare a iscriversi all’ordine dei giornalisti questo le sarebbe negato. Come categoria, nonostante i tanti errori, non ce lo meritiamo!
La verità è che un filo nero, nerissimo, unisce migliaia di cose che stanno accadendo nel mondo. Hanno ripreso vigore tutti i movimenti basati sulla selezione della razza, tutte le omofobie, tutti i gruppi che vogliono far tornare la donna secoli indietro relegandola in un ruolo di servitù verso il maschio, e la vera battaglia dei sovranisti in ogni paese passa attraverso il rilancio di queste forme di oscurantismo e di politiche che traggono le loro origini dalle dittature di destra del nostro passato più e meno recente.
L’odio verso la deliziosa Greta e verso i suoi coetanei che hanno aperto gli occhi e alzato la voce è il segno che questo movimento di giovanissimi che vogliono salvare il pianeta dal disastro ecologico, anche perché ci devono vivere molto a lungo, è davvero un reale pericolo per i sovranisti, i retrogradi, gli oscurantisti, un movimento forte, planetario e soprattutto imprevisto. Ne hanno veramente paura! Dobbiamo essere grati a questa nuovissima generazione perché finalmente, dopo 50 anni, vuole riprendere in mano la propria vita. E noi dobbiamo ascoltarli e lavorare con loro.

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