Buon primo maggio dei Lavoratori dalla civilissima Puglia. Dove un lavoratore viene ucciso per sbaglio, perché in una serata prefestiva mentre gestisce tavoli e clienti e fatica per poi tornare a casa dalla famiglia, qualcuno decide di sparare all’impazzata e sbaglia obiettivo.
Qualcuno che nella vita non lavora se non per seminare terrore e campare alle spalle della gente onesta trafficando in droga, gestendo le piazze di spaccio, il pizzo, e Dio solo sa cos’altro.
Buona festa dei Lavoratori onesti che si alzano al mattino talvolta per paghe misere, incerte, a nero, ma frutto di sudore speranza e resistenza e che non sanno mai fino alla fine se torneranno a casa.
Buon primo maggio anche a chi a certi vigliacchi disonesti che senza un ferro o una bomba in mano contano meno di nulla, prova a fermarli con i mezzi che la legge mette a disposizione. E che raccontano di una guerra sempre più impari.
Buona fortuna invece, perché ne hanno bisogno, a quanti si ostinano ad esaltare le azioni scellerate di questi assassini senza museruola, in tutti i modi possibili, diffondendo e amplificando una cultura della violenza che ferisce e ammazza due volte le vittime.
Il mio primo maggio oggi è Angelo Pizzi, maitre di 62 anni ucciso la sera del 30 aprile all’interno di un ristorante, da uno dei colpi esplosi all’indirizzo del titolare nell’ambito di una guerra tra clan rivali che sta togliendo il sonno (e la vita) in Puglia, alla gente per bene
Fabiana Pacella presidio articolo 21 Puglia
