Sei qui:  / Articoli / Migrazioni / Sea Watch. Il medico ha il diritto e il dovere di esprimersi su tutte le questioni inerenti la salute

Sea Watch. Il medico ha il diritto e il dovere di esprimersi su tutte le questioni inerenti la salute

 

Le adesioni al mio appello degli operatori sanitari, per il 90% medici, ormai superano ampiamente le 500 unità. Chiediamo che i migranti a bordo della Sea-Watch vengano fatti sbarcare e accolti nel Friuli Venezia Giulia (i Salesiani di Gorizia si sono nel frattempo resi disponibili ad accogliere i minori – ndr).La lettera del governatore Fvg Fedriga, mai pervenutami direttamente, ma pubblicata su Facebook, ribadisce concetti purtroppo già noti.

Posso solo ribadire che:

1. E’ scorretto che un organo istituzionale si esprima in prima battuta su Facebook (lo possono fare gli adolescenti o i politici in campagna elettorale, ma non il Presidente della Regione)

2. Fedriga nega come un disco rotto l’esistenza di emergenza sanitaria. Posso concedergli l’ignoranza della medicina. L’inagibilità dei servizi igienici in un luogo chiuso è la potenziale causa di gravi epidemie. L’esposizione alle intemperie provoca serie infezioni respiratorie. La contenzione prolungata in luogo limitato causa reazioni comportamentali  imprevedibili e potenzialmente pericolose per l’incolumità. Inutile dire che la stessa Corte europea ha appena condannato l’Italia proprio per l’emergenza sanitaria.

3. Fedriga inventa un codice di comportamento sui generis per tappare la bocca ai medici. E’ inquietante il tipo di società che traspare da questa sua originale idea. Il medico, in quanto cittadino, ha il diritto e il dovere di esprimersi su tutte le questioni sanitari e inerenti la salute. lo impone l’art. 3 del codice etico. Evidentemente il sogno di Fedriga è quella di una società in cui parlano solo i politici e al massimo i fedeli seguaci di facebook.

4. Il tentativo di minacciare i medici del servizio pubblico è un goffo tentativo di zittire chi non la pensa come lui. Giuridicamente è un colpo a vuoto, perchè tutti i firmatari declinano solo le loro professioni e non i luoghi di lavoro e quindi non sono in alcun modo perseguibili dalle dirigenze sanitarie. Politicamente è stato un boomerang perchè questo ha risvegliato nella classe medica, oltre che la legittima indignazione per come vengono trattati alcuni esseri umani, anche l’orgoglio della propria libertà di esprimere il proprio pensiero. Risultato: le adesioni si sono impennate dopo la sua infelice dichiarazione (seguita da quella del suo portavoce Roberti).

5. Ciò che a noi importa invece è la soluzione della vicenda. Oggi appare chiara la volontà di una parte del governo di accogliere i naufraghi (e ci mancherebbe). Sembra prevalere il buon senso e l’umana solidarietà invece che la rigida ideologia sovranista e la convenienza politica, sempre a caccia di facili consensi elettorali. Certo nessun atto concreto è ancora preso, anche perchè il coraggio, se uno non ce l’ha, non se lo  può dare. Si tratta in fondo di 47 persone stremate, tra cui diversi minori, e non dell’invasione paventata dal ministro Salvini, che ha scomodato  a sproposito l’ art 52 della Costituzione

*medico e primo firmatario appello

TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE