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Il datismo (terza e ultima parte)

 

” La narrazione non è il male. E’ vitale. Senza storie accettate da tutti su cose come il denaro, gli stati o le società per azioni, nessuna società umana complessa può funzionare. Non possiamo giocare a calcio a meno che ciascuno creda nelle stesse regole predefinite, e non possiamo godere dei benefici dei mercati e dei tribunali senza storie altrettanto inventate. Ma le storie sono soltanto strumenti. Non dovrebbero diventare i nostri obiettivi o i nostri parametri di riferimento. Quando dimentichiamo che si tratta solo di finzione, perdiamo il contatto con la realtà. Allora diamo inizio a guerre “per far guadagnare soldi all’azienda” o “per proteggere l’interesse nazionale”. Le aziende, il denaro e le nazioni esistono soltanto nella nostra immaginazione. Le abbiamo inventate perchè ci servissero; perchè ci troviamo nella condizione di sacrificare le nostre vite al loro servizio?

Nel XXI secolo creeremo narrazioni più potenti e religioni più totalitarie che in qualsiasi epoca precedente. Con l’aiuto della biotecnologia e degli algoritmi digitali queste religioni non soltanto controlleranno la nostra esistenza minuto per minuto, ma saranno in grado di  modellare i nostri corpi, cervelli e menti, e di creare interi mondi virtuali che includono inferni e paradisi.

Essere in grado di distinguere la finzione dalla realtà e la religione dalla scienza diventerà pertanto più difficile ma più indispensabile di quanto lo sia mai stato”.

(Yuval Noah Harari HOMO DEUS Breve storia del futuro )

In questo brevissimo passaggio estratto dal saggio del professor Harari è ben sintetizzato a nostro parere uno temi fondamentali in cui si dibatte la nostra società, alla ricerca di risposte o di scenari che ci portino in qualche modo a trovare parvenze di verità. Vogliamo definirle fake news o meglio e più scientificamente confirmation bias, fate Voi. Quello che vorremmo sottolineare con forza prendendo spunto dalle lucide riflessioni di Harari è che siamo, come sempre, Noi, a poter fare la differenza.  E le conferme a questo giudizio espresso dallo stesso Harari in più passaggi nel suo “Homo Deus” , il saggio che stiamo provando ad analizzare  su queste nostre pagine anche  in questo nostro conclusivo articolo, arrivano  semplici e dirette.   Ne avrete contezza se Vorrete proseguire la lettura degli ultimi passaggi del libro dello storico israeliano che abbiamo estratto qui di seguito. Ben ritrovati in questo nuovo anno di lavoro, vi aspettiamo per incontrarci dal vivo a #digit19 che si intitolerà – a buon intenditor poche parole – “In attesa di diventare dei”. Intanto grazie dell’attenzione e  buona lettura!

La rivoluzione umanista

se una multinazionale vuole sapere se è all’altezza del motto “Non essere malvagio”* è sufficiente che guardi l’ultima riga del bilancio. Se questa riporta un mucchio di denaro, significa che a milioni di persone piacciono i prodotti dell’azienda, e questo implica… Continua su lsdi

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