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Mimmo Lucano torna in libertà, ma con divieto di dimora a Riace. Lui: ”Trattato come un criminale, ma sono fiducioso. La verità verrà a galla”

 

Mimmo Lucano è tornato in libertà. Lo ha sentenziato ieri in tarda serata il Tribunale del riesame che ha anche deciso che il sindaco di Riace non può dimorare nel comune di residenza. Questa mattina all’alba Lucano ha lasciato la sua casa ed è partito per una località al momento ignota, ma è possibile che sia rimasto nella locride, in provincia di Reggio Calabria. Si è detto contento, ma amareggiato per il dispositivo, per lui sarà un vero e proprio esilio. Anche se, dice chi lo conosce, non smetterà di interessarsi del suo Comune e dei suoi amici migranti per i quali ha ideato quello che in tutto il mondo viene chiamato “modello Riace”. “Andremo avanti anche senza finanziamenti – ha fatto sapere – faremo tutto da soli”. Tuttavia l’amarezza resta. “Mi stanno trattando come un criminale – ha sottolineato – non so cosa abbia fatto di tanto male per non poter risiedere nel mio paese. Ho come l’impressione che qualcuno voglia stritolarmi. Ho dato l’anima per il mio paese che ho contribuito a risollevare dallo spopolamento e dall’abbandono ospitando i migranti. Ma sono contento per il fatto che il mio sia diventato un caso nazionale e che se ne parli ormai dappertutto. Spero che tutto questo sia utile per il riscatto di Riace. E anche della Calabria, dimostrando che non è solo terra di ‘ndrangheta e questo per me è motivo d’orgoglio”. A risollevare il suo morale sono state anche le tante manifestazioni di solidarietà. Già ieri davanti al Tribunale, durante il dibattimento si sono riunite oltre 600 persone per manifestargli vicinanza e subito dopo la sentenza molti suoi colleghi hanno fatto quasi a gara per fargli capire che non è solo nella sua battaglia.

“Caro Mimmo lo so che non lascerai la tua e nostra amata Calabria ma se vuoi ti ospitiamo con amore a Napoli”. A scriverlo su twitter è il sindaco della città partenopea Luigi De Magistris. “Il divieto di dimora nella tua Riace è peggio degli arresti domiciliari – continua –  ma non potranno mai arrestare la rivoluzione. Riace vivrà con Lucano Sindaco!”.

Il sindaco di Palermo Leoluca Orlando lo invita a Palermo in occasione del festival delle letterature migranti “per condividere la sua storia ed esperienza e costruire insieme un percorso che trova nelle comunità e nelle amministrazioni locali la sua forza”.

“Il tempo ti darà ragione – ha twittato Beppe Fiorello, protagonista della fiction su Riace – hai regalato un sogno al mondo e lo faremo vedere. Ti hanno isolato e fatto fuori come fossi il peggiore dei mafiosi, sei scomodo perché hai il volto della Calabria giusta, nuova, libera e felice”.

Roberto Saviano nel suo twitt scomoda Dante considerando Lucano il nuovo Virgilio che chiede al sommo poeta, nel V canto del Purgatorio, di seguirlo e non stare fermo. “ Vien dietro a me, e lascia dir le genti: sta come torre ferma, che non crolla già mai la cima per soffiar di venti”. Ora Domenico Lucano è in cammino per trovare una sistemazione. “Non so ancora dove andrò – ha dichiarato – devo ancora trovare una casa in cui sistemarmi, ma ci sono amici che mi sono vicini in questo momento critico e che mi stanno assistendo. Sto vivendo, comunque, una condizione di precarietà. Ho in macchina i miei effetti personali e alcuni libri. Se avrò bisogno di altre cose me le farò portare da mia figlia”. Spero – ha concluso il sindaco di Riace – che nei prossimi giorni mi venga tolto il divieto di dimora, in modo da consentirmi di tornare a casa. Io rispetto il lavoro di tutti, anche della magistratura e sono fiducioso nel futuro. Credo anche che la verità, considerata pure la decisione dei giudici di revocare il mio arresto, stia emergendo piano piano. Per questo spero che tutto si risolva presto”. A sperare che ciò accada sono in tanti in particolare i suoi migranti che insieme a lui vivono ora una condizione di precarietà.

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