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Venezia 2018. Presentata la 3° edizione del premio Zavattini. Annunciate iniziative per Oleg Sentsov

 

IPremio Cesare Zavattini è una iniziativa promossa dalla Fondazione Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico, sostenuta Siae e dal MiBACT,, dalla Regione Lazio, in collaborazione con Istituto Luce Cinecittà. Al Premio possono concorrere, giovani film-maker professionisti e non, di qualsiasi nazionalità, di età compresa tra i 18 e i 35 anni, presentando il progetto di un film documentario, della durata massima di 15 minuti, che preveda l’utilizzazione anche parziale del materiale filmico della Fondazione Aamod e degli archivi partner. Una Giuria composta da personalità del cinema italiano sceglie dieci finalisti, i cui autori hanno la possibilità di partecipare a un percorso formativo guidato da professionisti. Al termine la Giuria seleziona fra i finalisti tre progetti vincitori che, oltre a utilizzare liberamente, con licenze Creative Commons, il materiale filmico dell’Aamod e degli archivi partner, ricevono servizi gratuiti di supporto per la realizzazione dei cortometraggi (in produzione e post-produzione), e la somma di 2.000 euro per ciascun progetto realizzato. Per chi volesse saperne di più www.premiozavattini.it

Alla presentazione al Lido di Venezia dell’edizione 2018 hanno partecipato Vincenzo Vita, Presidente della Fondazione Archivio Audiovisivo Movimento Operaio e Democratico; Paolo Baratta, Presidente della Biennale di Venezia; Alberto Barbera, Direttore artistico della Mostra; Antonio Medici, direttore artistico premio Zavattini; Enrico Bufalini, direttore dell’archivio storico dell’Istituto Luce; Giuseppe Giulietti, Presidente della FNSI; Laura Delli Colli, Presidente del SNGCI; Franco Montini Presidente del SCCI.

Vincenzo Vita ha ricordato che Cesare Zavattini ci ha insegnato come la memoria sia “Incantevole”. “Senza la memoria – ha affermato Vincenzo Vita – non si capirebbe la geopolitica del mondo e non sarebbe possibile fare proiezioni sul futuro”. Paolo Baratta ha precisato che un archivio “è vivo se vi sono persone vive che lo considerano una dilatazione di quello che ci sta di fronte” aggiungendo che la mostra di Venezia agevola il lavoro dei giovani attraverso tale strumento. Alberto Barbera ha posto l’accento sulla necessità e sull’importanza della riflessione sul reale. Il premio è un incoraggiamento, dunque, ad approfondire le problematiche della nostra vita quotidiana per proiettarle verso un futuro migliore.

E, parlando di realtà, Vincenzo Vita ha ricordato le vicende di molti esponenti del mondo della cultura e del cinema privati della libertà per le loro idee. Uno per tutti Oleg Sentsov, il giovane regista ucraino dissidente, che langue in una prigione della Siberia da 1570 giorni e sta facendo uno sciopero della fame. Sentsov secondo Amnesty International sarebbe in grave pericolo di vita. Vita ha annunciato a questo riguardo precise iniziative.

La Giuria del Premio Zavattini, presieduta da Susanna Nicchiarelli e composta da Ugo Adilardi, Elisabetta Lodoli, Roland Sejko, Giovanni Spagnoletti ha selezionato per il 2018 questi progetti finalisti, ecco i titoli e gli autori: Anche gli uomini hanno fame di Andrea Settembrini, Francesco Lorusso, Gabriele Licchelli; La memoria della luna di Tiziano Locci; La sopraelevata di Benedetta Valabrega; Domani chissà, forse di Chiara Rigione; Liquirizia romana di Valentina Savi e Giulia Sbaffi; Tracce di Rocco di Marina Resta; La Napoli di mio padre di Alessia Bottone; Supereroi senza superpoteri di Beatrice Baldacci; I suoni del tempo di Jeissy Trompiz;  Monuments Men: la storia di Montecassino di Ludovica Acampora e Monica Siclari; Mani Ruvide di Diego Bellante; Sync di Gaia Siria Meloni e Giacomo Rillo.

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