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Una raccolta fondi per pagare le spese legali degli attivisti NoTAP

 

Su Gofundme.com è stata lanciata una campagna di crowdfunding per pagare le spese legali degli attivisti che da anni si contrappongono al TAP, il gasdotto in costruzione che parte dell’Azerbaijan e approda in Italia per trasportare il gas in Europa. Da San Foca, spiaggia salentina e primo punto di arrivo della infrastruttura, gli attivisti del Movimento NoTap hanno creato la raccolta fondi sulla piattaforma online per le multe e le sanzioni ricevute in questi anni di protesta e lotta politica: “Ci siamo opposti difendendo pacificamente la nostra terra ed i nostri diritti – raccontano i NoTAP – contro un’opera inutile, antidemocratica e impattante. Siamo stati ingiustamente puniti, multati e denunciati ricevendo oltre 20 fogli di via ed oltre 70 multe di circa 3.400 € l’una”. “Ricorsi, avvocati, bolli, sono spese che molti di noi non riescono ad affrontare perché siamo studenti, pensionati, casalinghe e semplici cittadini” concludono.

Le proteste dei NoTap

Oltre alle proteste, i presidi e le manifestazioni nell’area della costruzione del TAP, alcune battaglie si stanno svolgendo tra il Tar e il Consiglio di Stato. Quattro i punti del No al gasdotto: l’inutilità del progetto perché “il gas che arriva è più che sufficiente e il Tap non ci renderà autonomi dal gas russo”; diritti alla salute negati, “gasdotto e emissioni della centrale di depressurizzazione inciderebbero su una zona già sottoposta alle emissioni di Ilva e Cerano, in cui si registra uno dei più alti tassi di tumore al polmone nell’uomo in tutta Europa”; danni economici perché “contribuiremo a finanziare i prestiti che le banche Europee erogheranno”; maggiore corruzione in quanto “approvare il progetto TAP vuol dire sostenere governi autoritari, primo fra tutti quello dell’Azerbaijan”.

L’infrastruttura e gli equilibri politici

Il TAP, a completamento del corridoio Sud del gas, rappresenta un’opera internazionale che sta provocando anche seri problemi di tenuta all’interno del Governo. Da sempre il M5S è contro la costruzione, ma oggi all’interno della maggioranza gialloverde qualche equilibrio scricchiola. Colpa anche della raccomandazione “Vorrei vederlo completato” di Donald Trump al presidente Conte durante la visita negli Stati Uniti. Il premier italiano ha annunciato che incontrerà per un confronto i sindaci dell’area della Puglia dove il gasdotto arriverà. Anche il presidente Mattarella ha assicurato che “c’è il comune impegno a portare a compimento il corridoio meridionale”.
Intanto in Regione Puglia il Movimento 5 stelle continua a contrastare l’opera proponendo emendamenti per monitoraggi e creazione di siti di interesse comunitario nella costa di Melendugno.

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