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“At Eternity’s Gate”, il nuovo film di Julian Schnabel

 

“At Eternity’s Gate”, è la nuova pellicola firmata dal regista Julian Schnabel, sugli ultimi giorni del pittore olandese Vincent Willem Van Gogh, interpretato dall’attore statunitense Willem Dafoe. “Ho dovuto imparare a dipingere, era davvero necessario. In questo ovviamente mi ha aiutato Schnabel e solo allora ho capito meglio quello che avrei dovuto fare”, ha raccontato Dafoe . Nel film ci saranno anche: Oscar Isaac, Rupert Friend, Mads Mikkelsen, John Kilik, Mathieu Amalric ed Emmanuel Seigner. Non si tratta di un’opera biografica, ma di scene che traggono ispirazione dai dipinti di Van Gogh e dagli eventi della sua vita che hanno trovato riscontro storico. Il film è stato presentato alla Mostra del Cinema di Venezia e la proiezione ha raccolto pareri favorevoli. Numerosi sono stati gli applausi ricevuti nel corso della conferenza stampa.  “Ho detto tutto quello che si poteva dire sulla pittura in questo film. Sono un pittore e dipingo da quando ero bambino, ho letto tutte le lettere di Van Gogh ma questo era solo un punto di partenza. Volevo creare un equivalente percettivo di quando si osserva un’opera d’arte”, ha dichiarato Schnabel. Il film arriverà nelle sale cinematografiche italiane il 3 gennaio 2019.

Vincent Willem Van Gogh nasce il 30 marzo 1853 a Groot Zundert, in Olanda. Inizia a disegnare sin da bambino e nel corso dei suoi studi impara il francese, l’inglese e il tedesco. Finita la scuola, lavora come impiegato presso la Goupil e Cie,succursale di una casa d’arte di Parigi. Nel 1875 viene trasferito a Parigi, dove risiedeva già il fratello Theo, con il quale manterrà un forte legame affettivo e di corrispondenza  per tutta la vita. Grazie al soggiorno parigino, scopre l’impressionismo e l’arte delle stampe giapponesi. Numerosi i pittori con il quale entra in contatto in quel periodo: Lautrec e Gauguin. Con quest’ultimo, Van Gogh  instaura un rapporto molto turbolento e morboso, estremizzato della recisione dell’orecchio successivamente immortalato anche in un famoso dipinto. Abbandona il lavoro alla Goupil & Cie, poiché il suo rendimento lavorativo aveva subito un vertiginoso calo. Dimostra invece un interesse ossessivo per gli studi sacri. Viene assunto in un collegio a Ramsgate, in Inghilterra, dove riveste il ruolo di insegnante. Il suo interesse per la religione, però, cresce in maniera talmente esponenziale da non bilanciarsi con la sua stabilità fisica e psichica, che invece peggiora giorno dopo giorno. Nel 1880 abbandona l’interesse per la religione e si dedica esclusivamente alla pittura, grazie al sostentamento economico del fratello Theo. Instaura una relazione con la prostituta  Clasina Maria Hoornik, madre di un figlio e in attesa di un altro. Il suo stato di salute peggiora, chiude quindi la relazione con la prostituta e si trasferisce dai suoi genitori, appoggiandosi economicamente al fratello. La sua salute mentale vacilla, malgrado lui cerchi di stabilizzarla con la pittura e attraverso la condivisione dell’arte con il prossimo nella sua tanto amata “Casa Gialla”. Alterna momenti di lucidità a momenti di ossessioni incontrollate che lo vedono ricoverato presso l’ospedale psichiatrico di Saint Paul-de-Mausole a Saint-Rémy-de-Provence. Mentre il suo corpo e la sua mente lo stavano abbandonando, la sua arte lo pregiava di riconoscimenti e i suoi dipinti “Notte Stellata sul Rodano” e “Iris” venivano esposti alla mostra del Salon des Indépendants. Si uccide il 29 luglio 1890, sparandosi in un campo nei pressi di Auverse.

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