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In Sicilia i “simboli” sono tutto. Continuiamo a sognare!

 

Si dice che Antonino Caponnetto, il giorno della strage di Capaci, partì subito per Palermo dalla sua Firenze.
Arrivò in Sicilia, piangeva a dirotto per aver perso uno dei suoi “figli”: Giovanni Falcone.
Arrivando dall’aeroporto, passò per le vie di Capaci ed all’improvviso chiese alla scorta di fermarsi: avevo visto qualcosa di “forte” e non credeva ai suoi occhi.
Erano decine e decine di cartelli appesi agli alberi per le vie di Capaci.
In quei cartelli, un gruppo di cittadini fra cui Antonio Vassallo, avevano voluto pubblicamente urlare la propria rabbia contro la mafia, con gesti simbolici.
Questa tradizione si ripete ogni anno, così anche quest’anno sono riapparsi i “cartelli” famosi.
Ma quest’anno per me una meravigliosa sorpresa: non solo cartelli con scritte contro la mafia, ma anche a favore di chi cerca, con il proprio impegno quotidiano (non eroi, vi prego di ricordarlo), di dare un contributo al cambiamento.
Fra questi: “con Giuseppe Antocii”, con “Cafiero De Raho”, con “Nino Di Matteo” e poi quello che mi ha commosso ed onorato… “con Paolo Borrometi”.
Grazie a chi mi ha regalato questa emozione. Grazie perché Voi siete la Sicilia più bella, quella che non si rassegnerà e, facendo il proprio dovere di cittadini, un giorno la mafia sarà solo un triste ricordo.
Sono un sognatore? Forse, ma sognare è bellissimo…ed a volte i sogni si realizzano.

 

Il giorno 25 maggio 2018 21:23, Giuseppe Giulietti <giuseppegiulietti@yahoo.it> ha scritto:

Segnalo altra esecuzione cronisti in Messico.
Chiedere pezzo a Noury che lo ha già scritto.
Qualcuno dovrebbe analizzare il contratto di maio Salvini sulle parti di nostra competenza che, per altro, sono ridotte a qualche riga.
Lo farà Vita?
Abbiamo dato adesione a Bisso per giovedì? Chiedeva il logo.
Borrometti dovrebbe inviare il,pezzo che ha scritto su Caponetto.
Grazie ad Antonella per il pezzo sulla Turchia.
Un abbraccio a Elisa che sta vivendo ore non facili.

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