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Forza Nuova, intimidazioni fasciste contro i giornalisti come nel ventennio. A quando i manganelli?

 

E’ “tradizione” del fascismo quella di imbavagliare la stampa. Lo fecero con i manganelli e le armi nel Ventennio, poi con la censura. Ci riprovano ora, disarmati, ma il messaggio è comunque violento. Ed è quello che Forza Nuova sta tentando di fare attraverso intimidazioni contro i quotidiani, in primo luogo La Repubblica, ma non solo. E recentemente hanno agito con intimidazioni nei confronti dei sindacati confederali in varie città e contro associazioni che si occupano di accogliere chi fugge da guerre e calamità naturali, richiedenti asilo, rifugiati, minori non accompagnati e vittime di tratta. E i fascisti di Forza Nuova lo hanno rifatto lunedì 29 maggio nel corso della presentazione del libro “NaziItalia” del giornalista e scrittore Paolo Berizi alla libreria Feltrinelli di Padova.

Un gruppetto con tanto di maglie nere di Forza Nuova si è presentato nella sala dove di teneva il dibattito dopo aver distribuito un volantino contro l’iniziativa all’esterno, e con fare provocatorio hanno perfino fotografato l’autore del libro, l’ex parlamentare di “Possibile” Pippo Civati, e il moderatore del dibattito Stefano Edel, giornalista del Mattino di Padova. “Il messaggio – ha commentato Paolo Berizi , intervistato da Rai tre – è stato: non ti faccio niente, ma sono nelle condizioni,se voglio, di farti qualcosa” Secondo il giornalista “questi gruppi neofascisti che sono anticostituzionali, nel Veneto sono coccolati e trovano coperture in alcune giunte di estrema destra, mentre dovrebbero essere sciolti senza si e senza ma. E questa è anche la mia battaglia”.
Poche ma efficaci le parole di Pippo Civati (che martedì sera sarà di nuovo con Paolo Berizzi alla presentazione dello stesso libro, a Verona) a commento dell’episodio: “Hanno rialzato la testa. La risposta deve essere politica. E di presenza. Di mobilitazione antifascista. Secondo la lezione di Eco.”

“Quanto accaduto a Padova, in occasione della presentazione del libro “NaziItalia” di Paolo Berizzi, con il sottoscritto e Pippo Civati a dialogare con l’autore,- ha detto l’inviato del mattino di Padova, Stefano Edel ad Articolo 21 – non era mai successo nelle precedenti presentazioni, fatte a Milano, Roma e Genova. Cioè che alcuni giovani di Forza Nuova, con magliette nere addosso su cui campeggiava la scritta “Forza Nuova” appunto, si presentassero nella saletta della libreria dove si teneva l’evento, sostando in 5-6 per diversi minuti per controllare che cosa si stesse facendo, seguiti peraltro da vicino da poliziotti della Digos della Questura. Non ho sinceramente capito perché, ad un certo punto, uno di loro si sia messo in fondo e abbia cominciato a scattare foto nei confronti di noi tre, impegnati nel dibattito sul libro. La presenza degli agenti è stata sicuramente un deterrente efficace, perché i giovani intervenuti, al di là dei volantini distribuiti, non hanno fatto altro. Ma l’intimidazione resta”.

In sala c’era anche Carlo Alberto Lentola, esponente del Coordinamento politico di Coalizione civica per Padova e attivista di Possibile. “Trovo che Paolo Berizzi sia stato molto in gamba – ha commentato – a non farsi condizionare dall’arrivo in sala degli attivisti di Forza Nuova, nel bel mezzo dell’incontro. Ha continuato a parlare pacatamente del suo libro – e quindi anche di loro, di fronte a loro – senza farsi intimidire. Pochi minuti dopo, senza che dal pubblico ci fosse alcuna reazione, gli attivisti sono usciti in silenzio e l’incontro è proseguito in tranquillità. Può sembrare un episodio innocuo e senza conseguenze, ma anche con la sola presenza – con questo tipo di presenza – Forza Nuova ha esercitato a tutti gli effetti una forma (subdola) di violenza. Credo infatti che, per qualche minuto, chi era presente in quella sala abbia temuto che potesse capitare il peggio e, in qualche modo, si sia sentito meno libero. Io almeno l’ho vissuta così. Non ho il quadro di come siano andate le cose all’ingresso della libreria, essendo rimasto all’interno per tutto il tempo, ma se è vero che la Digos ha accordato a questo gruppo di attivisti la possibilità di entrare, mi domando il perché. Credo che non possiamo permetterci di sottovalutare in alcun modo questo rigurgito neofascista a cui stiamo assistendo, a Padova e in tutta Italia. Un fenomeno al quale dobbiamo reagire con più fermezza e coraggio, senza concedere alcuno spazio”.

In serata è giunto alla stampa locale un a nota di Coalizione Civica che condanna l’atto neofascista ed esprime solidarietà a Carlo Alberto Lentola e alle persone che hanno subìto l’intimidazione.

Enrico Ferri (Articolo 21 – Sezione Veneto)

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