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Classici.  “Lady Anna”, il razzismo del sangue blu

 

Anthony Trollope in oltre cinquecento pagine dal ritmo sostenuto, con stile semplice, indagine psicologica approfondita, in “Lady Anna”, romanzo pubblicato nel 1871, racconta di una certa Josephine Murray che non aveva sangue blu e che, agli inizi del 1800, aveva sposato il vecchio e depravato conte Lovel al solo fine di diventare una “Lady” e salire di prestigio. Il conte però l’aveva truffata, comunicandole pochi mesi dopo che la loro unione non era valida perché era già sposato. Né la loro figlia avrebbe ricevuto alcun titolo perché illegittima. Abbandonata dal conte, Josephine Murray passò i decenni seguenti a lottare per dimostrare legalmente il suo diritto al rango per sé e per Anna, frutto di quell’unione infelice. Nel battersi la donna non aveva trovato né il sostegno del pubblico, né dei parenti. Solo quello di un sarto che appoggiava le sue battaglie fino a sacrificare il denaro destinato al proprio figlio. Sarebbe riuscita Josephine Murray a farsi riconoscere quel titolo nobiliare e, di conseguenza, l’eredità? Sua figlia Anna sarebbe andata sposa a un gentiluomo o al figlio del sarto, “plebeo” del quale la ragazza si era innamorata contro la volontà della madre?

Anthony Trollope è uno tra gli autori più prolifici dell’epoca vittoriana. Nato a Londra nel 1815, vi morì nel 1882 dopo averci regalato quarantasette opere di grande talento, tra le quali riteneva “Lady Anna” la migliore che mai avesse scritto. In realtà i suoi contemporanei non apprezzarono il romanzo perché fotografava l’infondatezza dei pregiudizi e del razzismo della nobiltà nei confronti delle classi lavoratrici.  “Lady Anna” è un libro potente che, attraverso un intrico affascinante, ci tiene avvinti portandoci a conoscere quei meccanismi che oggi, in situazioni differenti, non sono scomparsi: il razzismo è la convinzione che alcuni uomini siano di una pasta diversa e, per questo, abbiano maggiore valore. L’aspirazione a raggiungere la stessa catalogazione può diventare un’ambizione ossessiva e folle ed è coltivata non solo dalle classi dominanti ma anche da chi aspira a un qualche ascensore sociale. Anthony Trollope evidenzia come nell’epoca vittoriana operassero rigide barriere fra aristocrazia e borghesia. Mette in risalto la distinzione sottile legata a stili di vita e cultura: gentiluomo è chi ha qualità intellettuali ed etiche o gentiluomo è  colui che viene definito per rango? Problematica che oggi riaffiora con immutate analogie.

“Lady Anna” – Anthony Trollope
Traduzione dall’inglese di Rossella Cazzullo

Titolo originale: Lady Anna
Nota di Remo Ceserani
Sellerio editore
Pagine 559 Euro 15
E-book 9.99 euro

 

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