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La Statale omaggia il lavoro di Carlo Fontana

 

Un pomeriggio di studi per celebrare il pluridecennale lavoro di Carlo Fontana, dagli anni della formazione al Piccolo Teatro agli anni più recenti. È l’appuntamento organizzato da Alberto Bentoglio, docente di Storia del teatro e dello spettacolo e dal Dipartimento Beni Culturali e ambientali dell’Università degli Studi di Milano, che si è svolto giovedì scorso nella Sala Napoleonica dell’ateneo meneghino.

Studenti ed ex studenti, guidati dal professor Bentoglio, hanno dato vita a un viaggio che ha ripercorso l’intera carriera del professor Carlo Fontana, dagli anni di collaborazione all’Avanti! e al Piccolo Teatro, fino alla direzione del Teatro Regio di Parma e dell’AGIS, passando dagli anni della Sovraintendenza del Teatro alla Scala.

La lunga carriera di Carlo Fontana

Nato a Milano nel 1947 e figlio del commediografo e poeta dialettale Ciro Fontana, il percorso di studi di Carlo Fontana è subito indirizzato verso il mondo del teatro: si laurea con il massimo dei voti all’Università degli Studi di Milano in Storia del teatro con una tesi di ricerca su Anton Giulio Bragaglia, fondatore del Teatro degli Indipendenti. Inizia fin da subito l’attività di organizzatore culturale. Nel 1967 entra al Piccolo Teatro per organizzare attività dedicate ai più giovani e negli anni dal 1968 al 1977 scrive come critico teatrale su l’Avanti! diventando redattore della sezione spettacoli nel 1972. Nel 1972 Paolo Grassi viene nominato Sovrintendente del Teatro alla Scala e chiede a Fontana di seguirlo, istituendo il ruolo di assistente del sovrintendente apposta per la sua figura. Ma quando finalmente Fontana è assunto ufficialmente alla Scala (1977), Grassi viene nominato presidente della Rai, e così diviene assistente del neo-sovrintendente Carlo Maria Badini sino al luglio del 1979. Successivamente assume la carica di amministratore delegato della Fonit-Cetra, azienda discografica pubblica di proprietà della Rai, rilanciandola.

Dal 1983 al 1986 Carlo Fontana dirige il settore musica della Biennale di Venezia, incentrando la programmazione sul tema del superamento delle tradizionali linee di demarcazione tra musica colta e musica popolare. Nel 1984  è nominato sovrintendente del Teatro Comunale di Bologna, che dirige sino al 1990.  Dal 1990 al 2005 è   sovrintendente del Teatro alla Scala di Milano. Dal 2012 al 2014 è stato Amministratore Esecutivo del Teatro Regio di Parma e dal 2013 è presidente dell’Associazione Generale Italiana dello Spettacolo.

Il teatro come servizio pubblico

A guidare il lavoro di Fontana in tutte le sue esperienze è stata senz’altro la grande lezione di Paolo Grassi, ovvero la visione del teatro come servizio pubblico, come crescita civile della popolazione. Non a caso la gestione della Biennale di Venezia, della Scala, del Teatro Comunale di Bologna e del Regio di Parma sono stati caratterizzati da una politica di prezzi nei confronti di studenti e lavoratori e da iniziative che vedevano queste istituzioni culturali partecipare alla vita e alla crescita della società.

Carlo Fontana sovraintendente della Scala

In particolare, negli anni della Scala, Fontana si è distinto per aver portato lo storico teatro in tournée in Spagna e in Giappone, facendolo diventare simbolo nazionale, con ricadute economiche sul piano del turismo e sulla promozione del made in Italy, di cui prima beneficiaria è stata senz’altro la città di Milano nonché l’intera Lombardia. A lui si deve inoltre la bigliettazione informatica, con una maggiore trasparenza nell’assegnazione dei posti, nonché il primato scaligero di primo teatro italiano ad avere un sito internet, nel 1995. Durante il suo mandato si assiste inoltre alla ristrutturazione della sala del Piermarini, rimandata per tanti anni ma divenuta oramai improrogabile per ragioni di sicurezza (in quegli anni la Scala si sposta al Teatro degli Arcimboldi).

“Questo incontro non vuole essere un mero momento di pura celebrazione – ha commentato il professor Alberto Bentoglio, docente di Storia del teatro e promotore dell’iniziativa – ma un’occasione per omaggiare un importante protagonista della scena culturale italiana e dare l’opportunità alle nuove generazioni e ai cittadini milanesi di conoscere meglio una personalità che ha contribuito alla crescita socioculturale della nostra città”

Visibilmente sorpreso, Carlo Fontana (che fino all’ultimo non sapeva di essere ‘l’oggetto’ del pomeriggio di studi) ha ringraziato gli studenti e il docente organizzatore sottolineando come “La gestione di un teatro non è un fatto solitario, ma le scelte e i percorsi sono stati frutto di una profonda condivisione. Purtroppo in questo periodo storico si sta tornando sempre più ad una gestione troppo imprenditoriale dei teatri e dello spettacolo, che va benissimo dal punto di vista delle scelte economiche ma che rischia di perdere un importante elemento, ovvero quello della politica della cultura, non nel senso partitico del termine,  quella visione di teatro e cultura al servizio di tutti,  vero e proprio servizio pubblico”.

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