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Calcio e razzismo. Non solo serie A. Gli insulti arrivano anche nei campi di periferia

 
Non solo serie A, il razzismo nel calcio arriva anche nei campi di periferia, nei campionati minori. Ed è quanto accaduto durante la partita tra il Real Lenola e gli Extravaganti Formia, quest’ultima è una squadra interamente composta da giovani richiedenti asilo ospiti dell’associazione Gus nel centro di accoglienza di Formia aggiudicatario della gara d’appalto della Prefettura di Latina. Tutti i giorni dall’autunno scorso si allenano nel complesso sportivo dell’oratorio don Bosco e la domenica competono nel campionato amatori Csi Cassino che raccoglie squadre del sud del Lazio. Loro, gli Extravaganti, si chiamano così anche per sottolineare quell’essere diversi, un piccolo “miracolo” di integrazione vera nel mare magnum delle polemiche sull’arrivo dei nuovi migranti che agita l’ intero Paese.
I giocatori sono tutti giovanissimi e non corrono solo appresso ad un pallone ma partecipano anche alle attività dell’oratorio, fanno animazione, girano per le scuole medie della città a raccontare la loro storia di ragazzi fuggiti dalla guerra e presentano le loro danze e canti popolari nell’ambito del movimento di rivalutazione dei suoni della tradizione che a Formia è consolidato da anni. Domenica scorsa nel match col Lenola questa piccola fiaba di provincia si è interrotta e, mentre era in corso la partita, dal pubblico sono arrivati epiteti razzisti così forti e ripetuti che l’intera squadra e gli accompagnatori hanno deciso di abbandonare il campo. Quindi l’arbitro ha dovuto sospendere la partita e si era alle battute decisive del confronto. I padroni di casa del Real Lenola stavano conducendo per 2-1 quando i calciatori ospiti, con il parere favorevole di tutto il team di accompagnatori, di cui fa parte anche un membro del Gus, sono andati via dal terreno di gioco. “Era impossibile continuare in quelle condizioni. Già dall’inizio il gioco era stato particolarmente duro sul piano fisico, poi sono arrivati gli insulti razzisti agli atleti stranieri e quindi la situazione si è fatta insostenibile; ci sono state offese personali e non potevamo davvero più restare in una competizione sportiva”.
Ma oltre agli insulti è poi arrivata la beffa. Il giudice sportivo ha infatti inflitto la sconfitta a tavolino ad entrambe le compagini. E in specie alla Real Valle Lenola per aver causato con il suo atteggiamento la sospensione dell’incontro, riconoscendo dunque la gravità degli insulti razzisti; il verdetto in danno degli Extravaganti è invece motivato con il ritiro dal campo e include anche una multa pecuniaria. La storia è perfettamente sovrapponibile a quella degli insulti a Sulley Muntari durante Cagliari-Pescara ma qui c’è un ulteriore elemento preoccupante e riguarda l’attacco al difficile processo di integrazione dei richiedenti asilo, che nel caso degli Extravaganti sta andando avanti quasi come un’eccezione nel pur difficile clima che si registra nel resto della provincia di Latina, dove Casapound affigge uno striscione ogni volta che arrivano nuove quote di migranti richiedenti asilo e produce atti dai toni palesemente discriminatori. La vicenda è stata definita “incresciosa” dal sindaco di Formia, Sandro Bartolomeo, che ha sottolineato come “l’esperienza del Gus in città è stata finora  molto positiva e c’è grande integrazione nel villaggio don Bosco e nel quartiere, grazie all’intelligenza con cui si è portato avanti il programma di accoglienza e al rapporto con le scuole e l’intera comunità che intendiamo comunque implementare inserendo una quota di richiedenti asilo in progetti di pubblica utilità”. Domenica si torna in campo e forse la fiaba non è finita.

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