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Terra Madre contro Olimpia

 

Da qui al 2024 passeranno tonnellate d’acqua sotto i ponti del Tevere e questo no Raggi alle Olimpiadi è un sassolino gettato in quel fiume dove peraltro già si getta di tutto. Staremo a vedere. Ma entriamo nel merito: questo evento olimpico davvero è così ambito a livello mondiale, oppure stiamo passando un periodo epocale in cui la stragrande maggioranza dei Paesi, esausta, preferisce saltare il giro? Riflettiamoci su. No, perché fra le città cui s’era prospettata la candidatura compaiono Dubai,  San Diego, Amburgo, Madrid,  Boston: tutte di gran pregio (e PIL superiore al nostro) che però hanno ritirato la candidatura a seguito di referendum popolari oppure di sindaci che, dati i costi elevatissimi che oggi i giochi olimpici pretendono, temevano rischiose ricadute dirette e indirette sui cittadini. Ma allora, perché invece il nostro Paese sta prendendo così drammaticamente/furiosamente/catastroficamente  il romano diniego olimpico? Probabilmente per la stessa ragione per cui prevede catastrofi ove prevalesse il NO vittorioso al referendum costituzionale: il terrore di non poter esaudire il “lei non sa chi sono io” locuzione, anzi diktat che ancora è purtroppo parte integrante del DNA italico. Tacciare e tracciare buona parte degli italiani (di sana e robusta Costituzione) d’ostilità e avversione verso qualsiasi forma innovatrice e progressista è, perfino istituzionalmente, oggi assai trend, ma è molto ingiusto ancorché ridicolo e, a tratti, persino insultante.  Quegli italiani, molto semplicemente sono gli italiani universali (mica global!) generati, allevati e distribuiti dalla e nella Terra, madre da sempre di tutti i maestri. Sono gli italiani semplici che, pur agnostici, pretendono con tutte le forze  quel “sia il vostro parlare sì, sì, no, no. Il di più viene dal maligno” secondo il vangelo di Matteo (l’evangelista di 2000 anni fa, non il contemporaneo).

Sono gli italiani che a Torino, insieme a tutto (proprio tutto!)  il mondo l’hanno dimostrato. 7Mila delegati della Terra sono sfilati per le strade della città: erano in pace tutti quanti! C’erano anche i Paesi martoriati dalle guerre. Ci hanno raggiunto perché solo Terra Madre  può germinare semi nuovi a dispetto di terre matrigne. 7Mila ospitati nelle case e nelle chiese di Torino a gratis.  Settemila delegati di tutto il mondo portati a noi per trasmetterci la semplicità con la quale tutti i sette miliardi che siamo qui su questa madre Terra potremmo vivere… bene.

Ma quali miliardi olimpici?! La kermesse fino all’evento scorso ha ancora potuto pagare i saloni e le sale della Torino olimpica Oval-Lingotto. Questa volta ‘sti qua hanno preteso palate iperboliche di capitali (le stesse che peraltro hanno contribuito a farci scippare violentemente la meraviglia torinese legata al Libro) e così Carlo Petrini padre di Terra Madre,  il nostro italiano di sana e robusta costituzione dichiarato a livello mondiale tra i 50 umani che potranno salvare la Terra, ha detto no! Questo evento l’avrebbe donato a tutti, spargendolo per tutta la città. E’ semplice universale dimostrazione dell’unico modo possibile per parlare, e dunque agire, a e per  tutti: sono il coraggio, la determinazione, l’umiltà, il sorriso  del voler porgere esclusivamente  il sì, sì e il no, no perché il di più, molto probabilmente, può venire solo dal maligno…  

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