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Jo Cox, delitto politico. Il bersaglio era un simbolo di una società accogliente

 

“Commentatori e opinionisti si stanno arrampicando sugli specchi per sostenere che questa tragedia non ha nulla di politico. Questo è un insulto alla memoria di una persona impegnata che ha dedicato la sua vita a una politica rivolta alla speranza e all’inclusione. Questo è anche un monumentale inganno”. Sono parole di Laurie Penny in memoria della parlamentare laburista Jo Cox. Le trovate sul NewStatesman. Ci aiutano a dare la giusta prospettiva per interpretare in modo corretto un crimine che sta scuotendo non solo la Gran Bretagna ma tutta l’Europa che pensa e che si interroga sul suo futuro. E’ perfettamente inutile, fuorviante, meschino soffermarsi sull’identità e le motivazioni del killer. E’ di ciò che rappresentava la vittima che bisogna parlare. Il delitto è politico in quanto il bersaglio della violenza era un simbolo di una società accogliente, socialmente attenta ai diritti.

Oggi l’assassino davanti al tribunale ha urlato “Morte ai traditori, Gran Bretagna libera”, rilanciando così le ragioni del proprio gesto omicida. Non so quanti lo ricordino ma pure Breivik, autore in Norvegia di una delle più efferate stragi degli ultimi decenni, sosteneva di voler colpire i traditori. Per questo ha ucciso 77 persone, suoi connazionali in maggioranza giovani, nel nome di un’ideologia neonazista che non ha avuto nessuna pietà per chi sognava invece una democrazia capace di includere in sé tutti quelli che ne rispettino le leggi.

Vittime e assassini non sono uguali. Sono decenni che in Italia ci spiegano che destra e sinistra non esistono più, che le ideologie sono morte. Oggi lo ripetono praticamente quasi tutti i protagonisti della nostra vita pubblica. E’ il pragmatismo che conta, insistono, con l’aria di chi la sa lunga. Ma è proprio così? Le paure generate dalle migrazioni di massa, le guerre sull’altra sponda del Mediterraneo, il fanatismo islamista, stanno risvegliando i mai sepolti fantasmi che hanno contraddistinto la storia europea del 900: nazionalismi, xenofobia, razzismo. Saranno certamente morti i vecchi partiti, saranno grottesche le rendite posizione di chi pensa che bastino un paio di slogan a ricreare un’identità, ma le idee servono. Esiste ancora lo sfruttamento del lavoro? Esistono le disuguaglianze? Esistono le cosiddette periferie riscoperte solo in campagna elettorale? Ci vogliono idee, visioni, impegno, il coraggio di rischiare per evitare che il nostro mondo finisca per ridursi a una cieca e nefasta sfida fra pragmatici da una parte e fanatici dall’altra. E’ questo che voleva Jo Cox. Ed è quanto ha ricordato suo marito Brendan commemorandola: “L’odio non ha bisogno di un credo, di una razza e di una religione, l’odio è soltanto velenoso”.

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