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Libertà di stampa i messaggi dei presidenti di Senato e Camera e del segretario Cgil

 

Numerosi i messaggi giunti dalle principali autorità istituzionali e dalle organizzazioni sindacali alle mobilitazioni per la libertà di stampa del 2 e 3 maggio

Il messaggio del presidente del Senato Pietro Grasso
Gentilissimo Presidente Fnsi Giuseppe Giulietti,
come sai ho sempre prestato molta attenzione al tema della libertà dell’informazione. Da magistrato ho conosciuto molti giornalisti appassionati che hanno avuto l’ambizione e la serietà di raccontare tutta la verità, consapevoli dei rischi che avrebbero corso. E’ stato proprio in virtù di quella lunga esperienza che mi sono convinto che un giornalista libero e coraggioso possa essere un alleato straordinario tanto nella lotta alla criminalità organizzata quanto nell’affermazione della cultura della legalità.
Come Presidente del Senato ho avuto modo di comprendere da un’altra angolazione l’importanza decisiva che svolge un’informazione libera e indipendente in un sistema democratico. Essa infatti può definire i temi e la qualità del dibattito pubblico e, quindi, della democrazia in cui viviamo e di quella che lasceremo in eredità alle generazioni future.
Da ogni prospettiva la si guardi, l’informazione è un pilastro irrinunciabile, un presidio di libertà che abbiamo il compito di promuovere e difendere.
Trovo molto significativo che in questa giornata si ricordino quanti, tra i vostri colleghi, hanno perso la vita proprio in virtù del loro impegno professionale: la loro testimonianza umana, intellettuale e morale è un inestimabile patrimonio per la coscienza civica del nostro Paese e, al tempo stesso, un esempio a cui ispirarsi per quanti intendono iniziare questo tipo di percorso.
Sul loro esempio dobbiamo rivolgere lo sguardo al futuro e concentrare le nostre attenzioni verso i tantissimi giornalisti che quotidianamente sono vittime di minacce e intimidazioni. Abbiamo bisogno del loro talento, della loro perseveranza, del loro spirito critico.
Per queste ragioni aderisco con convinzione alla Giornata della memoria dei giornalisti uccisi dalle mafie e dal terrorismo organizzata oggi dalla Federazione Nazionale della Stampa e colgo l’occasione per ribadire la mia vicinanza personale e quella del Senato della Repubblica a tutti voi.

Il messaggio della presidente della Camera dei deputati Laura Boldrini
Desidero esprimere il mio apprezzamento per le iniziative promosse dalla Federazione nazionale della stampa italiana, insieme a UsigRai, Articolo21, Reporters sans frontières Italia, Amnesty International Italia e Libera Informazione, in vista della Giornata internazionale per la libertà di stampa che si celebra il 3 maggio di ogni anno.
Una mobilitazione per la libertà, il pluralismo e l’indipendenza dell’informazione, resa ancor più urgente dalla recente notizia del declino di tutti i parametri del World Press Freedom Index, ovvero dell’indicatore con il quale Reporters sans frontières misura il livello di libertà dei giornalisti in 180 Paesi del mondo. Un peggioramento che – questo il dato che acuisce la preoccupazione – è comune a tutti i continenti. Quasi ci stessimo dimenticando ovunque, anche nella nostra Europa, che la libertà di informazione rimane metro fondamentale per giudicare il corretto funzionamento della democrazia e dello stato di diritto.
Reputo inoltre significativo che la vostra iniziativa abbia a cuore, ben oltre i confini della professione giornalistica, la più completa difesa della libertà di espressione e di opinione, da chiunque manifestata. In memoria di Giulio Regeni e a sostegno di tutti coloro che come lui, in ogni parte del mondo, si battono per i diritti umani.
Anche nel nostro Paese è indispensabile incrementare l’attenzione ai tanti ostacoli che l’informazione incontra. Voglio ricordare che la Camera dei deputati, in questa legislatura, ha riservato attenzione al tema, anche attraverso specifiche attività conoscitive e di inchiesta. Mi riferisco in particolare all’indagine svolta dalla Commissione Antimafia sulla condizione dei giornalisti minacciati dalla criminalità organizzata, che ha evidenziato un panorama preoccupante di intimidazioni e condizionamenti, ma ha anche indicato alcuni possibili interventi legislativi.
Sotto questo profilo, considero di grande importanza che i provvedimenti all’esame del Parlamento possano finalmente dare la giusta soluzione all’annoso problema delle cosiddette “querele temerarie”, vera e propria arma di ricatto che è tanto più pericolosa quanto più viene puntata contro i settori precari del giornalismo.
Questo intervento lo dobbiamo non soltanto ad una categoria, che pure è chiamata ad esercitare una fondamentale funzione democratica, ma all’intera comunità civile, al suo diritto ad essere correttamente informata.

Susanna Camusso (segretario nazionale Cgil): «Le istituzioni europee avviino una iniziativa ufficiale per promuovere la libertà di informazione dentro e ancor più fuori l’Unione»
Lo stato della libertà di stampa è sempre più messa in pericolo. In Asia, come in Medio Oriente, Africa, Sud America, aumentano i regimi che impongono un controllo stringete non solo sulla diffusione delle notizie ma anche sulle opinioni di editorialisti e opinionisti più o meno indipendenti, fino alla censura, se non il blocco, dei social network. La morsa dei regimi colpisce duramente i giornalisti che, troppo spesso, pagano un prezzo altissimo per le loro idee e opinioni.
Anche nei Paesi democratici l’informazione è sempre più indirizzata e controllata dal potere politico. Gli strumenti sono meno rozzi e più sottili, utilizzano la finanza e le sovvenzioni pubbliche a editori spuri che mischiano informazione e affari. Il nostro Paese nel 2015 è addirittura al 77° posto nell’annuale classifica realizzata da RSF, con un peggioramento rispetto all’anno precedente. A farne le spese sono i giornalisti che vedono il loro lavoro sempre più svalorizzato, deprezzato, decontrattualizzato e non tutelato.
Vediamo dunque con favore la vostra iniziativa e ci auguriamo che le istituzioni europee avviino una iniziativa ufficiale per promuovere la libertà di informazione dentro e ancor più fuori l’Unione. Auspichiamo inoltre che questa battaglia venga condotta, unitariamente, anche nel nostro Paese iniziando, a partire dai contratti di lavoro, a dare reali e concreti diritti e tutele a tutti coloro che operano nel sistema informativo e culturale.

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