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#25aprile – C’è sempre un fascismo da cui liberarsi

 

Ecco perché il 25 Aprile è una festa importante, nonostante molti dicano che dopo oltre 70 anni, l’antifascismo sia caduto in prescrizione. E invece, no. Perché  l’essenza del fascismo si ripropone in forme diverse, ma parte sempre quando il potere si concentra su un solo uomo. Che inizia a pretendere di prevalere sullo Stato di diritto. E questa è una continua tentazione, indotta dal carismatico di turno, insofferente alle regole e ancor più, all’uguaglianza di fronte alla Legge.
C’è questa forza di gravità nell’abbrutimento dell’uomo solo al comando legibus solutus che tira verso il basso. A cui si oppone  la resistenza della democrazia, che deve continuamente battere le proprie ali – giustizia e uguaglianza –  per non precipitare. Se solo una di queste ali si appesantisce, perdiamo quota. Cioè, dignità. Se si ferma, perdiamo la libertà.

Mi faccio un caffè e vado al Colosseo, per marciare ancora nel nome dei valori della Resistenza e cantare Bella Ciao. Per ricordare quei ragazzi, uomini, donne, che hanno bagnato con il loro sangue i sentieri di montagna e l’asfalto delle città liberate. Non siete morti invano. Noi continuiamo a resistere. Ha smesso di piovere. Sta uscendo il sole.

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