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Perú: il Renzi “Rosa”. Intervista al Professor Bruzzone sulla visita del Presidente del Consiglio

 

Lima. Era il 3 aprile 1961. Giovanni Gronchi avrebbe iniziato il suo viaggio in Argentina, Uruguay e Perú il giorno dopo. Le Poste avevano giá iniziato a vendere il famosissimo francobollo Gronchi Rosa. Per un grave errore commesso dai cartografi dell’epoca, i confini del Perú, visibili sul francobollo, erano stati disegnati secondo un atlante antico, che non considerava i nuovi possedimenti peruviani (il triangolo amazzonico) che erano stati vinti all’Ecuador. Per questo il francobollo fu subito ritirato, generando la caccia di quelle poche migliaia di esemplari che erano stati già venduti.
Dopo più di 50 anni un alto rappresentante del governo di Roma, senza considerare l’ambasciatore naturalmente, torna in Perù. Domenica scorsa é atterrato a Lima il Presidente Renzi. Molte persone nei social network, specialmente in Twitter e in Facebook, hanno commentato le parole del premier che ora dopo ora seguivano il suo girovagare diplomatico, prima in Cile, poi in Perú e in Colombia e poi ieri a Cuba, ultima tappa del viaggio nelle Americhe (29 ottobre). Articoli di giornale e news nelle principali televisioni peruviane hanno descritto l’arrivo di Renzi come un evento storico. «Questa visita é stata la prima di un Capo del Governo della Repubblica Italiana in Perú da quando si stabilirono le relazioni diplomatiche nel 1874», ha dichiarato Pedro Cateriano Bellido, Presidente del Consiglio peruviano (elcomercio.com.pe).

Mentre dall’Italia l’opposizione e non pochi italiani scalpitano – quando il gatto non c’é i topi ballano, verrebbe da aggiungere – «La telefonata di Renzi a Rossi? Ma si occupasse dell’Italia», ha affermato il leghista Salvini, parlando dell’episodio del motociclista Valentino Rossi (gazzetta.it). Il Giornale prende di mira la ‘decantata’ riforma elettorale renziana, sottolineando che a novembre sono in arrivo in tutti i tribunali dei capoluoghi delle 26 Corti d’appello. Il 24 ottobre ci si mette anche la magistratura, tra i tanti, a cantarle al Presidente Renzi in visita a Machu Picchu, quando il presidente Rodolfo Sabelli ha aperto il 32 congresso dell’Anm di Bari, criticando il governo su tutti i fronti, dalla «sottomissione della giurisdizione all’economia», ai minori controlli per favorire la crescita economica e sulla spinosa questione delle intercettazioni.

Allo stesso tempo, altri italiani, quelli che vivono fisicamente fuori dal belpaese, ma con il cuore e gli affetti in Italia, hanno ascoltato le parole del Presidente, sentendosi di nuovo considerati e in un certo senso ascoltati dalla politica italiana. Il nostro giornale ha intervistato il professore Luigi Bruzzone, che da più di trentanni vive e lavora in Perù, testimone diretto del discorso del Presidente Renzi al Teatro Pirandello nel distretto di Lince (Lima).

Lei era presente alla serata-incontro tra la comunità italiana e il Presidente del Consiglio Renzi. Che pensa del suo intervento?
Sì, ero presente, direi che il suo intervento non è stato molto lungo ma abbastanza interessante ed anche simpatico in quanto oltre a toccare certi temi importante ha anche dimostrato un certo humor. In quanto al discorso è stato abbastanza positivo, mettendo in evidenza il ruolo di un’Italia che sta riemergendo e che é ottimista verso il futuro.

Come si “legge” l’attuale situazione italiana, vivendo all’estero?
L’attuale situazione italiana, vista da chi vive all’estero, anteriormente non era molto chiara, ma grazie a internet e a tutti i siti web esistenti, oggi l’informazione é più chiara e precisa. Credo che si possa sperare in un recupero non facile ma graduale dell’economia italiana che evidenzia già certi aspetti positivi. Questo tour de force sudamericano mette inoltre in evidenza la voglia e l’interesse di una collaborazione più costante, proficua che permetta un ulteriore avvicinamento e miglioramento di entrambi  i paesi, che hanno in definitiva un ruolo importante (l’Italia) in Europa e (il Perù) in Sudamerica.

Professor Bruzzone, Lei che conosce bene il Perú, quali sono stati i piú grandi cambiamenti che ha vissuto il paese in questi ultimi anni?
Dal mio punto di vista direi che gli avvenimenti importanti sono molti. cercherò di essere breve. Innanzitutto credo che il primo avvenimento, da quando vivo in Perù, è il primo governo democratico con Fernando Belaunde Terry, lo stesso presidente che la dittatura militare aveva scacciato. Secondo me, questo è stato uno dei tanti errori che il popolo peruviano ha commesso al momento di scegliere un presidente; forse Belaunde, a parte i giochi politici, è stato scelto per sentimentalismo e per riportare la democrazia proprio con lo stesso presidente eletto prima del golpe. Da lì inizia e si diffonde lentamente il terrorismo di Sendero Luminoso, come non ricordare i tristi anni del terrorismo, l’iper inflazione del primo governo di A. Garcia, le losche vicende del del duo Fujimori-Montesinos (anche se i primi 5 anni del governo di Fujimori furono decisamente positivi), gli intrascendenti governi di Toledo, nuovamente Garcia e l’attuale Humala, governi in cui ha campeggiato la corruzione come ai tempi montesiniani. Il prossimo anno il popolo peruviano dovrà scegliere un nuovo governante per altri 5 anni e i candidati sono sempre gli stessi!!!

Come descriverebbe la comunitá italiana in Perú? Come l’ha raccontata il Presidente Renzi durante il suo intervento al Teatro Pirandello di Lima, perlopiù connessa e coesa, o ci sono alcuni aspetti che andrebbero migliorati? Quali?
La comunità italiana in Perù, potrei affermare che presenta due aspetti singolari: il primo è quello di una comunità attiva, dinamica, sempre con una gran voglia di italianità senza dimenticare il paese in cui vive che le ha dato molto. Il secondo aspetto, secondo me, è quello che ho notato attraverso questi anni: mi sembra che non esista effettivamente una vera unità, una vera unione in questa comunità. Ci sono molte istituzioni italiane, è vero, ma molte volte non sono veramente unite come dovrebbe essere. Credo che questo sia un fattore da analizzare e da migliorare al 100% d’ora in poi. Renzi ha messo in evidenza quanto siano vicini i due paesi, nonostante la distanza ed anche il fatto come la comunità italiana in Perù ma anche in tutto il Sudamerica sia veramente importante per quanto riferito al primo aspetto.

Che pensa della mancanza di un accordo bilaterale tra Italia e Perù in merito al riconoscimento dei benefici sociali degli italiani in Perù? Penso alle pensioni degli italiani, per esempio.
Penso che dovrebbe esistere un vero accordo bilaterale tra Italia e Perù per quanto riguarda molti aspetti e specialmente il riconoscimento dei benefici sociali degli italiani in Perù, credo che ci sia ancora molto da fare, vedere e dire in questo senso in quanto il discorso pensioni è estremamente importante e si devono analizzare tanti casi. Inoltre, si dovrebbe essere molto meno burocratici e più umani.

Secondo Lei, quali sono le differenze più vistose degli italiani che sono emigrati in Perù, e in particolare a Lima, in questi ultimi dieci anni, rispetto a quelli della generazione precedente che, come Lei, arrivarono negli anni ’80?
Forse vistose non molto, potrei dire che gli italiani che come me e che per diversi motivi sono venuti a vivere qui in Perù, non sono stati spinti forse da fattori politici, e hanno trovato in Perù, come si suol dire, la loro seconda patria, si sono adattati, hanno contribuito e si sono in quasi tutti i casi completamente identificati con una realtà e una vita differente  da quella italiana. Ora, invece, ho avuto modo di percepire da parte di certi giovani italiani giunti in Perù, ovviamente non tutti, un certo pressapochismo, e non tanta voglia di fare come tempo fa. Forse questo è un riflesso di una parte di italiani, scontenti per tanti motivi, della loro vita in Italia che pensano forse che qui tutto sia…più facile. Certamente le epoche sono differenti, le generazioni sono differenti, i motivi, gli stimoli e tanti altri fattori sono decisamente differenti dagli anni ottanta ad oggi.

Secondo Lei, si sono intensificate o no, le attività culturali ed economiche nel promuovere il made in Italy in Perú?
Secondo me, credo che le attività culturali, economiche o di altri tipi che vogliono offrire o presentare il famoso “Made in Italy” siano aumentate sensibilmente in questi anni. La comunità italiana, attraverso le varie istituzioni presenti come l’Istituto italiano di Cultura, di cui faccio parte, che diffonde la lingua e la cultura italiana, la stessa Ambasciata, la scuola Antonio Raimondi, la Camera di Commercio Italiana del Perù, la Cooperazione Italia-Perù e tante altre, scusate se non le posso elencare tutte, hanno contribuito in varie e molteplici forme a presentare l’Italia della moda, della gastronomia, del folklore, della musica,della lingua …insomma la cultura italiana in tutte le sue più importanti sfaccettature. Per terminare credo che queste attività culturali debbano esistere sempre, anzi aumentare ed avere una maggiore diffusione. Per quanto riguarda quelle economiche credo che anche queste debbano aumentare e a questo proposito importante  la presenza del Presidente del Consiglio che oltre a rafforzare i vincoli già esistenti ha firmato nuovi contratti e nuovi investimenti: Italferr (gruppo FS italiane) – Consorzio Metro linea 2 (Impregilo – Ansaldo STS – Ansaldo Breda) quindi un’altra notevole porzione del già esistente Made in Italy in Perù.

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