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Parigi: la conferenza sul clima nasce grazie alle manifestazioni. Che oggi sono vietate

 

Potremmo definirlo “il paradosso” di Parigi: la grande conferenza sull’ambiente di Parigi nata grazie soprattutto alle manifestazioni e iniziative ambientaliste di questi anni, si svolge in assenza di manifestazioni, proibite per tutta la durata del summit. La nuova legge di emergenza varata dopo gli attentati antiterrorismo vieta ogni manifestazione pubblica. “La prima libertà è la sicurezza – ha detto il premier Valls, quindi e’ accettabile comprimere temporaneamente le altre libertà per preservare quella più importante”. Tutti d’accordo in parlamento, un pò meno fuori, specialmente quando un imbarazzato presidente Hollande, ricevendo le organizzazioni ambientaliste non governative all’Eliseo, ha dovuto ammettere che 34 militanti ambientalisti definiti”radicali”sono stati messi agli arresti domiciliari con procedura amministrativa per tutta la durata del vertice sull’ambiente.

Le Monde e Mediapart hanno istituito due rubriche specifiche per segnalare tutti le operazioni (perquisizioni, fermi, divieti) presi in questo periodo in violazione del diritto nazionale e anche di quello europeo. D’altronde il governo francese ha comunicato ufficialmente a Bruxelles che lo stato di emergenza (in Francia si chiama “di urgenza”) sarà tale da non permettere il rispetto dei parametri europei di diritto dell’uomo.

“La Francia vincerà la sua battaglia contro il terrorismo restando se stessa” ha detto solennemente Hollande rendendo omaggio alle vittime degli attentati nella cerimonia Des invalides. Ma qualcosa è già cambiato. Vedremo, leggendo attentamente Le Monde e Mediapart, se il cambiamento sarà temporaneo o no.

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