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In Viaggio (verso il giorno dopo). I media alle prese con le emergenze dimenticate

 

La nostra vita è un viaggio attraverso una serie di difficoltà, successi, occasioni, prove e sconfitte. Ma per molti uomini, donne e soprattutto bambini questo viaggio comincia con una fuga. Tra gennaio e settembre 2015, nel tentativo di raggiungere le nostre coste, sono morti circa 700 minori, dispersi nel Mar Mediterraneo. Un’ecatombe che deve farci ricordare, quotidianamente, cosa spinge centinaia di persone a tentare la traversata.

Nel mio spettacolo “In Viaggio (verso il giorno dopo)”, che andrà in scena il prossimo 23 novembre al teatro Franco Parenti di Milano, parlerò anche di loro, di quei bambini in pericolo che ho incontrato nei miei viaggi in luoghi devastati da guerra e malnutrizione. Prima di dedicarmi a questo progetto, infatti, ho trascorso ben tre anni a viaggiare, in veste di Portavoce Unicef Italia, in quei paesi sconosciuti e insanguinati da conflitti, devastati dalla fame, dalla povertà, dalla violenza, quelli che molti dei migranti che arrivano in Italia chiamerebbero con il nome di patria. Sto parlando della Siria, del Sud Sudan, dell’Iraq, della Sierra Leone e molti paesi in cui migliaia di bambini e bambine diventano invisibili perché nessuno racconta più le loro storie. Con il mio spettacolo, che debutterà a Milano e successivamente anche a Roma, il 15 e 16 dicembre presso il teatro dell’Orologio, voglio evitare che accada proprio questo. Lo scopo del mio racconto è, infatti, quello di provare ad avvicinare – attraverso il teatro – il nostro mondo, troppo distratto, ad una realtà che spesso rifiutiamo di vedere perché troppo lontana da casa nostra o perché troppo difficile da comprendere. Solo il giorno in cui il dramma bussa alle nostre porte ci scopriamo inermi, indignati, sconvolti dal dolore con il quale, invece, questi popoli convivono da anni nel silenzio generale. “In viaggio (verso il giorno dopo)” vuole, quindi, cogliere l’occasione per riflettere insieme su come, oggi, il mondo dei media rappresenta queste emergenze dimenticate. Vicende recentemente tornate alla ribalta in televisione, nelle radio e sui giornali perché hanno cominciato ad investire anche noi, in Europa. Le storie dei migranti, in quei momenti, sembrano apparire dal nulla mentre, se ci riflettiamo bene, scopriamo che siamo noi a “guardare senza riuscire a vedere” che i peggiori crimini contro l’umanità si stanno consumando ad appena quattro ore di aereo da casa nostra.

Lo spettacolo, scritto e diretto dal regista Paolo Vanacore, accompagnato dalle musiche del maestro Alessandro Panatteri, e interpretato dalle attrici Silvia Antonini e Sina Sebastiani Del Grillo, è realizzato in collaborazione con l’Associazione Buona Cultura e fa parte della campagna dell’UNICEF Italia BAMBINI IN PERICOLO.

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