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Lo stupore di un’umanità dolente

 

Padre Enzo Fortunato, capo dell’ufficio stampa del Sacro Convento e uno dei promotori di queste giornate di incontri ad Assisi nel cortile di Francesco, non ha dubbi. ” E’ lo stupore che può restituire umanità. Se conserveremo lo stupore nei confronti delle persone che incontriamo, dei migranti che arrivano, allora saremo capaci di accoglierli. Allo stesso modo se sapremo mantenere un sentimento di stupore nei confronti dell’ambiente riusciremo a salvaguardarlo. E’ questo lo spirito autentico di San Francesco”. Anche Carlo Petrini, mentre aspetta nel chiostro del Sacro Convento di iniziare la sua conferenza, manifesta uno stupore ma il suo è un sentimento che confina con l’indignazione.”

Se è migliorato il rapporto della popolazione con il cibo e con i prodotti alimentari? Beh certamente è migliorata l’informazione e la consapevolezza ma sotto l’aspetto produttivo le cose sono peggiorate. I contadini sono costretti ad abbandonare il lavoro della terra, stritolati da un sistema che riduce tutto a prezzo perchè incapace di dare valor alle cose. E poi c’è la questione delle tonnellate di cibo che viene sprecato.

Un problema enorme del quale mi sarebbe piaciuto che l’expo si fosse occupato. Questa che costringe nella nostra Europa masse di uomini a vagare inermi alla ricerca di un tetto o di protezione è un’umanità dolente”. Già gli immigrati, le periferie del mondo spesso dimenticate,quelle stesse alla quale Giuseppe Giulietti nel suo intervento della mattinata ha sottolineato la necessità di dar voce attraverso un’informazione d’inchiesta e di qualità. Se l’humanitas rappresenta il filo rosso che unisce questi incontri assisani, quello del lavoro rappresenta senz’altro uno dei territori più contesi. Ha ancora senso in un’economia globalizzata parlare di un un nuovo umanesimo del lavoro, oppure l’umanità rappresenta una categoria sulla quale non si possono elaborare strategie in grado di governare le profonde trasformazioni in atto nel mercato del lavoro? Per la segretaria della Cgil Susanna Camusso la parola umanità coincide con la dignità dei lavoratori e con i loro diritti.” La curva dei salari è piatta dal 1993 e questo è un dato che va cambiato. La ripresa? I segnali di ripresa mi sembrano davvero troppo tenui.

Noi vediamo invece una disoccupazione che cresce ed i salari dei lavoratori che diminuiscono”. Il presidente di Confindustria Quinzi non ci sta” prima che pensare a come distribuire il reddito occorre pensare a produrlo e per facilitare la ripresa c’è bisogno di un sistema di relazioni sindacali diverso rispetto al passato”. Per Susanna Camusso umanità significa anche prestazioni sanitarie adeguate. ” per un colpa di una riforma nella quale il legislatore si sostituisce al medico nello stabilire il giusto trattamento terapeutico molti cittadini perderanno il diritto di accedere ad alcuni servizi sanitari. Per questo insisto: il paese ha bisogno di ricucire quelle diseguaglianza che si sono create e soprattutto ha bisogno di redistribuire risorse verso il basso”.

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