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Santo, ci hai lasciato con un casino di cose da fare! (VIDEORACCONTO)

 

L’ho sentita Teresa mentre diceva. Proprio adesso, nel pieno della vita, quando hai tante cose da dare. Ora, quando hai quell’età in cui puoi dare il meglio di te, la tua intelligenza, la tua esperienza. Ed è così. Tutto con passione, dall’impegno sindacale, alla professione, alla musica, alla lotta contro le mafie. E se ne va, Santo, lasciandoci un casino di cose da fare. Un po’ come aveva fatto Roberto.

Quando a Chianciano, in una fase difficile, è stato designato Presidente della FNSI ha accettato. Serviva una persona d’equilibrio. Di grande carattere ma di equilibrio. Lui era così. Carattere ed equilibrio, il gusto di seguire le cose fino in fondo, dall’inizio alla fine. Cominciare a raccontarle quando non le racconta ancora nessuno e concludere il racconto ad ogni fine della storia. Lo ha fatto seguendo la vicenda di Casale Monferrato, sempre a fianco delle vittime. Lo ha fatto sulle morti sul lavoro, andando a scoprire, nelle teche della Rai, il primo servizio che di queste storie parlava. Per darlo ad Articolo 21, alla sua associazione. Per dare materiale di memoria utile anche alle campagne che facevamo insieme

Lo vogliamo ricordare attraverso alcuni suoi interventi. Sulla home page quello ad Acquasparta, alla assemblea nazionale di Articolo 21 quando proseguì la battaglia sulle querele temerarie.

E proprio un mese fa, quando al Tg2 andò per parlare di un caso specifico, quello della giornalista di Rainews24 Manuela Lasagna.

Il suo impegno per Libera, per Liberainformazione. Contro le mafie, a difesa dei giornalisti di periferia. La difesa dei giornalisti con la schiena diritta.

A difesa della Costituzione. Nel marzo del 2011 volle fortemente condurre la bella manifestazione organizzata da Articolo 21 a Piazza del Popolo

E poi la sua presenza assidua alla marcia della Pace, l’impegno da giornalista nei territori di guerra, come nella ex Yugoslavia per raccontare quel che accadeva alla gente. All’estero in Italia, come a Torino, mentre la crisi mordeva. Sei mesi fa, al dormitorio del Gruppo Abele.

Far parlare gli altri, raccontare le loro le storie, col giornalista che resta, sempre, sullo sfondo, perchè non è mai lui il protagonista. Spesso lo dimentichiamo.

Te ne vai, troppo presto. Ma lo ripeto. Ci hai lasciato un casino di cose da fare. Per completare quelle storie, per seguirle fino in fondo, senza mollare l’osso, mai, fino a quando c’è ancora qualcosa da far sapere.

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