Sei qui:  / Articoli / Interni / Povertà assoluta, avviato l’iter per un provvedimento di legge a favore delle famiglie siciliane

Povertà assoluta, avviato l’iter per un provvedimento di legge a favore delle famiglie siciliane

 

A sessantanove anni dalla fondazione della Repubblica e dal riconoscimento dell’Autonomia speciale della Sicilia è stato avviato l’iter di sottoscrizione del primo disegno di legge regionale di iniziativa popolare. Per la prima volta i cittadini siciliani potranno proporre direttamente all’Assemblea Regionale l’approvazione di un provvedimento di legge a favore delle famiglie siciliane in povertà assoluta. Sarà un modo per rivitalizzare una Assemblea mortificata da anni di instabilità e di degrado politico.

Da oggi in tutte le sedi delle associazioni promotrici – Centro Studi Pio La Torre, Anci, sindacati Cgil, Cisl, Uil, Confindustria, Caritas, Libera, Erripa, Comunità di Sant’Egidio, Comitato lotta per la casa “12 luglio”, saranno disponibili i moduli da sottoscrivere e autenticare e accompagnare con i relativi certificati elettorali collettivi.

Il ddl per misure integrative di reddito delle famiglie in povertà assoluta, secondo la classificazione dell’Istat, è stato partorito dall’Osservatorio per lo sviluppo del Centro Studi Pio La Torre, del quale fanno parte esperti delle Università italiane, delle forze sociali, imprenditoriali e della società civile. È un contributo alla rinascita e ricrescita della Sicilia attardata dagli sprechi, dalla corruzione e dal condizionamento mafioso di tanti anni di malapolitica. L’impegno solidale contro la povertà prefigura una nuova frontiera della questione sociale e civile che deve essere varcata. Con un nuovo modello di sviluppo economico e di democrazia potenziata dal basso. Dirà pur qualcosa se la lotta contro le nuove povertà – che il ddl di iniziativa popolare affronta individuando le modalità e le fonti finanziarie europee, nazionali e regionali – vede insieme un così largo schieramento di associazioni d’impresa, del lavoro e della società civile.

Avrà un significato più generale, se forze così diverse, mostrano di volersi schierare contro la diseguaglianza insopportabile e madre di ingiustizie, di mafie e di corruzione. Avrà pure un peso, e meriterà una risposta, questo schieramento che chiede a tutte le forze parlamentari di maggioranza, di opposizione e di governo di pronunciarsi concretamente. Verificheremo senza alcuna pregiudiziale ogni risposta in tal senso. Intanto cercheremo di raccogliere il più alto numero di firme autenticate degli elettori e delle elettrici siciliane. Ne occorreranno un minimo di diecimila da consegnare entro novanta giorni dall’avvio dell’iter (25 maggio 2015). Da sabato ci saranno banchetti nelle piazze e davanti quelle chiese i cui parroci sono impegnati quotidianamente a combattere la povertà sollecitando i loro fedeli a essere coerenti con il loro impegno evangelico. Il sito del Centro Pio La Torre (www.piolatorre.it) pubblica da stamani l’elenco delle sedi e delle piazze e dei luoghi dove si potrà firmare.

Facciamo appello a tutti i siciliani di non far mancare la loro solidarietà e la propria sferzata all’Ars e al governo, perché discutano meno d’incarichi e si confrontino di più e operativamente sui problemi sociali. La Sicilia è sull’orlo di un vulcano: 250 mila famiglie in povertà assoluta secondo l’Istat; 52.3% di tutte le famiglie in stato di deprivazione (cioè in difficoltà); precari e disoccupati senza prospettive immediate; giovani Neet; cioè scoraggiati che hanno rinunciato a sperare in un futuro migliore, apparato produttivo in continuo e crescente declino che soffoca anche quel sistema di piccole e medie imprese virtuose e competitive sul mercato globale e un sistema infrastrutturale in evidente stato di degrado, tratteggiano un quadro sociale che esplodendo coinvolgerebbe l’intero paese.

Le mafie, le sconfiggiamo anche sottraendo la possibilità di ricatto clientelare verso le famiglie povere; cancellando le forme più estreme di povertà renderemo più liberi milioni di cittadini di esprimersi per una classe dirigente più qualificata e dedita al bene comune. Così libertà dal bisogno diventa sinonimo di voto libero da ogni clientelismo e da ogni mafia. È una grande occasione per rivitalizzare il nostro sistema democratico, non sprechiamola. Una firma per sottoscrivere il ddl significa anche questo.

TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE