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Beppe Fenoglio, un autore unico

 

“A me basteranno le due date che sole contano e la qualifica di scrittore e partigiano. Mi pare d’aver fatto meglio questo che quello”.
Così Beppe Fenoglio racconta la sua vita di uomo, di scrittore, di combattente, di poeta attraverso le colline langarole, i luoghi della sua anima, della sua libertà, del suo coraggio e della sua scomparsa , a poco più di 40 anni per un tumore al polmone.

La morte, la Resistenza, la felicità, il fango, la nostalgia, il dolore, la giovinezza, la memoria, l’amore, la terra delle Langhe della “Malora” e dei racconti, nutrita dai suoi fiumi e illuminata da un cielo che non nasconde mai le sue stelle.
La terra che Fenoglio non abbandonerà mai, abitata attraverso la sua scrittura di nebbia e di vita anche da Johnny, il suo alter-ego, protagonista di “Primavera di bellezza” e del “Il partigiano Johnny”, pubblicato postumo e parte del manoscritto originale di oltre ottocento pagine, che lo stesso autore, coinvolto in travagliate vicende editoriali con Garzanti ed Einaudi aveva scritto originariamente in inglese e poi diviso. Bellissimi i carteggi tra l’autore e suoi contemporanei editori e scrittori, in merito alla stesura dei suoi manoscritti.

Alba e il Tanaro, San Benedetto Belbo, Murazzano, la Cascina della Langa il rifugio dei partigiani e a San Rocco Seno d’Elvio la villa di Fulvia, l’amore perduto di Milton in “Una questione privata”, il libro che Calvino descrisse come “il romanzo che tutti avevamo sognato”. Il romanzo che ha rivelato più di ogni altro la verità della Resistenza, la lotta tra il bene e il male, l’odore dell’eterna  pioggia sul cammino della salvezza.

Beppe Fenoglio è autore unico, le sue parole sono luce e ombra, le notti dei partigiani sono toccate da una luna che nessuno ha saputo raccontare così mirabilmente, il sangue delle loro vene è intriso di una passione misteriosa paragonabile soltanto a quella per una donna che ricorda il sapore della neve: “Tu non devi sapere niente, solo che io ti amo. Io invece debbo sapere, solo se io ho la tua anima. Ti sto pensando, anche ora, anche in queste condizioni sto pensando a te. Lo sai che se cesso di pensarti, tu muori, istantaneamente? Ma non temere, io non cesserò mai di pensarti”. Tratto da Una questione privata.

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