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Ieri sono morti sei lavoratori. Nell’indifferenza generale

 

Ieri sono morti sei lavoratori. Un silenzio mediatico e politico “vomitevole”. Dei tre operai napoletani che sono morti nella fabbrica di fuochi d’artificio praticamente non ne ha parlato nessun TG. Neppure il TG3 delle 19 diretto dalla Berlinguer. Si sono tutti adeguati al nuovo corso renziano dove l’ottimismo, pur avendo risultati disastrosi in tutti i campi, deve regnare sovrano. Già l’anno scorso si era arrivati a un picco di morti sul lavoro incredibile col suo +12.5% sui luoghi di lavoro rispetto al 2013. Addirittura praticamente gli stessi morti del 2008 e questo nonostante la perdita di milioni di posti di lavoro. In agricoltura c’è una strage giornaliera di agricoltori, schiacciati dal trattore: ben 12 dall’inizio del mese e 45 dall’inizio dell’anno. Una vergogna che il Ministro Martina che ha la competenza delle Politiche Agricole non se ne occupi, sempre in giro a inaugurazioni, ma per la vita di chi lavora sui campi non spende neppure una parola.

Eppure era stato avvertito, lui il Ministro Poletti e il Primo Ministro Renzi che “cinguetta” su tutto a febbraio sull’imminente strage. Come del resto avevo fatto a febbraio 2014, anno che ha visto morire ben 152 agricoltori schiacciati dal trattore. Ma la politica tutta è complice, ci sono delle Commissioni al Senato, ma cosa fanno?

Torniamo alle morti per infortuni di ieri: sono state altre 3 in diverse province italiane. In provincia di Ancona è morto un operatore ecologico dopo molti giorni d’agonia. In provincia di Potenza un giovane di 34 anni è morto schiacciato da un escavatore mentre stavano lavorando a un invaso. In provincia di Latina è morto dopo oltre due mesi d’agonia un altro agricoltore che aveva avuto il braccio “stritolato” da un macchinario agricolo.

Ricordiamo a chi è interessato che oggi 14 maggio registriamo come Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro 227 lavoratori morti sui luoghi di lavoro, mentre erano lo stesso giorno dall’inizio del 2014 2012. Un aumento dell’11.1% rispetto allo spaventoso 2014. Erano 204 il 14 maggio del 2008. Ricordiamo che in questi anni si sono persi milioni di posti di lavoro “buoni”, sostituiti da lavori in nero e precari e con un tasso di disoccupazione che in questi anni ha toccato tetti spaventosi..

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