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Il 2 aprile 2005 moriva Giovanni Paolo II, Papa Wojtyla. Il ricordo di Padre Enzo Fortunato

 

Dieci anni fa, il 2 aprile 2005 moriva Giovanni Paolo II, Papa Wojtyla, primo papa non italiano dopo 455 anni, e primo pontefice polacco nella storia. La tappa più importante del suo pontificato, a giudicare dalla ricorrenza delle visite è stata la città di Assisi nella quale si recò ben sei volte. Nel 1986, nella città di San Francesco si tenne una giornata di incontro tra le grandi religioni, indetta proprio da Giovanni Paolo II. E in tale circostanza, le differenti religioni si dichiararono concordi in un messaggio comune sulla pace e la nonviolenza. E la critica, non retorica, alla guerra fu uno dei capisaldi del suo Pontificato compresa la netta opposizione all’invasione americana dell’Iraq.
Della figura di Papa Wojtyla il Radiocorriere tv ne ha parlato con Padre Enzo Fortunato, direttore della Sala Stampa del Sacro Convento di Assisi che oltre ad averlo conosciuto è stato testimone anche di episodi divertenti.

Tu hai ricordato spesso la visita a sorpresa di Giovanni Paolo II ad Assisi a diciotto giorni dalla sua elezione nel 1978.
Ho fatto miei i ricordi di Padre Vincenzo Coli all’epoca Custode del Sacro Convento. Lui mi ha detto che fu una sorpresa straordinaria. Già la sua elezione fu grande motivo di contentezza perché Papa Wojtyla quando era cardinale di Cracovia andava spesso al nostro convento polacco di fronte alla Curia per confessarsi, pregare e stare a pranzo con i frati. Quindi ci conosceva bene!
Della sua visita ad Assisi lo sapemmo solo qualche giorno prima. Fu un incontro familiare e semplice. Incontrò tutta la comunità francescana e si fermò a lungo a pregare sulla tomba di San Francesco che considerava una fonte di ispirazione per dare risposte ai grandi problemi che inquietavano e disorientavano l’uomo.
Visitò Assisi ben sei volte, fu indubbiamente la tappa più importante del suo pontificato.

Una di queste tappe fu il 1986. E ci fu un divertente imprevisto
Nell’86 ero da poco entrato in convento da giovane postulante di diciannove anni. Assisi era in fermento per l’arrivo del Papa. Ricordo due cose: su quella piazza si ritrovarono insieme Giovanni Paolo II e Madre Teresa di Calcutta. Alle spalle c’era San Francesco. Un’esplosione di santità… Madre Teresa si sedette all’ultimo posto e tutti si voltarono per lo stupore. Si stupì lo stesso Wojtyla che le chiese di mettersi davanti.

Gli ultimi saranno i primi..
L’imprevisto fu a pranzo. Mi incaricarono di servire il Papa. Al tavolo dove si sarebbe dovuto sedere Giovanni Paolo II c’erano tra gli altri il Segretario di Stato Casaroli, il primate protestante e il patriarca ortodosso. Quando il Papa entrò mi accorsi che a quel tavolo i posti erano tutti occupati e così chiesi timidamente al Custode del Sacro Convento: “Ma il Papa non mangia a quel tavolo?” Il custode si girò ed ebbe un momento di smarrimento. Allora si prese un tavolo di servizio come aggiunta. E la tovaglia non bastava… Il Papa se ne accorse e sorrise. Fu una grande lezione di umiltà.

Quali sono a tuo avviso gli aspetti salienti del suo pontificato?
Giovanni Paolo II fu determinante nella caduta del Muro di Berlino ma fu altrettanto forte la sua critica al capitalismo e al consumismo. Potremmo dire che mentre Papa Francesco si concentra sugli aspetti del rapporto fra nord e sud del mondo Wojtyla si soffermò su quello fra est e ovest.

Com’era dal punto di vista umano al di fuori dei cerimoniali?
Un uomo molto cordiale che pregava costantemente anche in occasione di cerimonie importanti . Ero un giovane chierico e mi chiamarono a Roma per servire la messa al Papa. Dopo la celebrazione c’erano migliaia di persone fuori che l’attendevano e lui si fermò per dieci minuti in un inginocchiatoio per pregare.

Nell’ottobre 1986 ad Assisi ci fu un incontro importante con le grandi religioni. Qual era la sua relazione con le altre fedi?
Un rapporto di costante rispetto e accoglienza pur nelle diversità dei proprio cammini.

Tu sei giornalista pubblicista e direttore della Sala Stampa del Sacro Convento di Assisi. Qual era il suo rapporto con l’informazione e con i media?
Era consapevole dell’importanza dell’informazione. I new media sono nati praticamente sotto il suo pontificato e lui ha sempre incoraggiato la ricerca e l’approfondimento delle nuove forme di comunicazione. Era consapevole della portata di questi strumenti, pur mettendo anche in guardia dai rischi del loro utilizzo.

Concludiamo con Papa Francesco che ha sorpreso tutti con il Giubileo 2015, come vi preparerete all’evento?
Una sorpresa graditissima anche perché, per una felice coincidenza questo Anno Santo dedicato alla riscoperta della Misericordia coincide con un evento al quale la comunità francescana si sta già preparando, il Giubileo dell’ottavo centenario del Perdono di Assisi. Ma non parlerei di eventi o di iniziative particolari da fare perché tutto avverrà nello stile francescano che si riflette nella modalità scelta dal Papa, che non ha avvisato nessuno, ha sorpreso tutti e ha spiazzato perfino il Governo. Francesco ci invita a vivere la misericordia, sperimentarla nel cuore e donarla agli altri.

Intervista di Stefano Corradino pubblicata sul Radiocorriere Tv

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