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Disturbi emotivi ed idee irrazionali (Parte III)

 

È importante, dopo aver conosciuto le Idee Irrazionali, continuare con la conoscenza delle Alternative Razionali per il Pensiero Irrazionale, stabilendo pensieri con tali alternative (Bartolomé, 1985):

  1. Deve combattere la convinzione che gli sia assolutamente necessario essere amato o approvato da quasi tutti in quasi tutto ciò che fa. Consideri l’approvazione degli altri come un obiettivo “auspicabile” ma non “necessario”.
  2. Abbandoni la convinzione che deve essere totalmente esperto, adatto e vincente sotto ogni aspetto possibile. Non si inganni credendo che sarà una persona migliore se raggiunge la sua meta, credendo che non commetterà errori; li commetterà, sia disposto ad accettarli! Le sconfitte sono sgradevoli, ma non sono “terribili”. Non hanno niente a che vedere con il suo valore intrinseco come persona. Apprenda da esse.
  3. Si distacchi dall’idea che certe persone sono cattive, malvagie o vili che dovrebbero essere severamente condannate o punite per le loro cattive azioni. Non confonda mai un individuo con le sue azioni, una persona che agisce male con una cattiva persona. Impari a distinguere tra il fatto che un individuo è “responsabile” delle sue azioni, come in effetti è, ed il fatto che sia “colpevole” (cosa che non è mai).
  4. Combatta l’idea che gli risulta terribile, orrendo e catastrofico che le cose non procedano secondo i suoi desideri. Quando le condizioni non sono come vorrebbe che fossero, tranquillamente e con determinazione cerchi di migliorarle, e se sul momento non è possibile cambiarle, l’unica cosa sensata che può fare è accettarle tranquillamente, aspettare e fare piani per quando arrivi il momento di cambiarle. Quanto maggiore sia la perdita o la frustrazione, accetti con maggiore convinzione il fatto che è “sgradita e cattiva”, ma non catastrofica, né terribile, né insopportabile”.
  5. Rifiuti l’idea che la disgrazia umana ha cause esterne. Al contrario, comprenda che la maggior parte delle sue disgrazie deriva dal suo stesso pensiero irrazionale, il suo autoconvincimento, e che può eliminare quasi tutta la sua disperazione o la sua collera cambiando il suo modo di pensare o di parlare a se stesso. Se sopprime tutti i suoi illogici “Dovrei” e “Dovrebbe” e sostituisce le sue “esigenze” puerili con “preferenze” realiste, si sentirà raramente angustiato o turbato.
  6. Si distacchi dall’idea che qualcosa è o può essere pericolosa o terribile. Esamini seriamente i veri pericoli presentati dalle cose che teme e veda quali sono realmente le probabilità che accadano o che, se accadono, producano conseguenze spaventose o terribili. Accetti certi pericoli e rischi inevitabili che accompagnano l’esistenza quotidiana.
  7. Smetta di sfuggire alle molte difficoltà della vita. Accetti le sue responsabilità. Benché l’acquisizione di un notevole grado di autodisciplina può sembrare troppo “difficile”, a lungo andare è molto più soddisfacente del cammino “facile”, che con il tempo risulta molto più duro, meno appagante e altamente autodistruttivo.
  8. Abbandoni la convinzione che il passato è determinante e che se una volta qualcosa ha danneggiato la sua vita in modo significativo, continuerà a farlo indefinitamente. Pur considerando la sua storia passata e facendo il possibile per trarne lezioni valide, è importante che comprenda che “il suo presente è il passato del domani”.
  9. Rinunci all’idea che le persone e le cose dovrebbero essere diverse da come sono e che sia catastrofico non trovare immediatamente soluzioni perfette per gli eventi spiacevoli della vita. La realtà è la realtà ed è meglio accettarla invece di sforzarsi a cambiarla.
  10. Combatta l’idea che si possa ottenere il massimo della felicità umana attraverso l’inerzia e l’inazione, o il piacere passivo e senza impegnarsi. S’imponga, attraverso azioni valide specifiche a correre rischi, ad agire contro la propria inerzia, ad essere attivamente “vivo”, interagendo e assorbendo da persone e cose per “loro stesse” e non per ottenere “approvazione sociale”.
  11. Impari a riconoscere il fatto che gli altri creano i loro stessi problemi emozionali: Li aiuti, quando può farlo, ma non si preoccupi per i problemi altrui. La preoccupazione blocca il comportamento a livello affettivo. Se non può assolutamente essere d’aiuto, accetti il dato di fatto: “non sarà mai terribile o catastrofico”. Corra rischi, decida da solo, agisca. Si esponga a commettere qualche errore. Non rifiuti l’aiuto degli altri per dimostrare di essere “forte”, ma non lasci nemmeno che decidano al suo posto nel labirinto della vita

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