Sei qui:  / Articoli / Esteri / Obama ha perso. L’America profonda è pronta a barattare un pò di benessere sociale in cambio di un’immagine vincente

Obama ha perso. L’America profonda è pronta a barattare un pò di benessere sociale in cambio di un’immagine vincente

 

Per chi non ha tempo un elenco essenziale dei motivi per cui Obama ha perso.
1) Ebola: gestione fredda ,ravvivata malamente da un incontro con un’infermiera malata.
2) Siria: fissa la cosiddetta linea rossa e Assad la supera senza conseguenze.Debole.
3) Isis: sotto la sua presidenza gli islamici sono arrivati a formare uno stato
4) Ucraina: la Russia e’ ridiventato un gigante e Putin sembra giocare con Obama al gatto col topo
5) Discriminazione razziale: sotto il primo presidente afroamericano della storia sono avvenuti alcuni gravi episodi di discriminazione razziale e la risposta non e’sembrata adeguata alla gravita’ dei fatti
6) Guantanamo: ” chiudero’ Gtmo” aveva promesso il candidato Obama. Promessa non mantenuta ma in genere tutto il dossier dei diritti individuale sembra dimenticato e le forzature del Patriot Act di Bush non sono state emendate.

Resta l’economia: nel 2009 la disoccupazione era al 10 per cento,oggi e’scesa al 5,9.
Un sogno per noi europei. Ma l’America profonda,a differenza dell’Europa, e’pronta a barattare un po ‘ di benessere sociale in cambio di un’immagine vincente del Paese nel mondo.  E Obama ,partito come il candidato dei sogni, si e’trasformato in un freddo giocatore di poker,troppo moderato per scaldare i liberal,troppo pragmatico per entusiasmare i repubblicani.
Personalmente ritengo che  i punti elencati abbiano anche, tutti insieme,un risvolto positivo: l’assenza di nuove iniziative belliche americane nel mondo. Ma questo sembrano dimenticarlo tutti impegnati come sono a invocare il leader forte e la nazione leader forte,dimenticando forse i guai che questo tipo di concezione della politica ha portato in passato. Forse bisognerà aspettare qualche tempo per un giudizio ponderato sui pro e i contro della presidenza Obama.

TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE