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Amore, ricordi e denunce civili. Il “sogno meraviglioso” di Pietro Nardiello

 

Ci sono viaggi che durano il tempo di una pausa estiva; viaggi che durano mesi e viaggi, come quello onirico di Pietro Nardiello che sono destinati a durare per tutta la vita. Il sogno in cui ci conduce per mano Pietro Nardiello ci catapulta in una drammatica, e purtroppo ancora attuale,  realtà. Pietro, abile cicerone calabrese, ci porta ad amare e conoscere, nel suo ‘Sogno Meraviglioso’ la bellezza senza tempo di Soverato, la perla dello Jonio che coniuga sapientemente storia antica e movida contemporanea che dura ancora oggi fino a notte fonda.

Pietro sogna, e fa sognare a chi legge, il ricordo di un’estate di alcuni anni fa. Lui, giornalista, partiva da Milano per dedicarsi ad una piacevole vacanza, in Calabria, a Soverato. Il tempo di salutare il concerto di Vasco Rossi e giù per la Salerno Reggio Calabria, allora come oggi, “serpentone di autovetture” che costringe ad imprecazioni inaspettate anche i più pudichi viaggiatori. Il racconto della sua estate ha del meraviglioso, davvero. Dalla festa della Madonna di Porto Salvo, alla vista degli spettacolari colossi di Riace, fino alle feste senza tempo del Ferragosto calabrese. C’è tutto, Pietro non si fa e non ci fa mancare nulla. E tutto passa attraverso il camping scelto per quell’estate, ‘Le Giare’ a pochi chilometri da Soverato, costruito accanto al torrente Beltrame. Nel sogno meraviglioso di Pietro Nardiello c’è anche una storia d’amore, la sua, con Marilena, oggi sua moglie e conosciuta in quella estate al ‘Le Giare’. È proprio Marilena ad avvisare Pietro, il 10 settembre 2000, che il torrente Beltrame ha straripato portando con sé, con la sua onda assassina, alle 5 di quella mattina, il loro campeggio. Il camping Le Giare dall’alba di quel 10 settembre non esiste più: dodici i  morti tra disabili e volontari di un campo vacanze e un disperso inghiottito per sempre dalle onde del mare Jonio. Il sogno meraviglioso fatto di ricordi imperituri di Pietro Nardiello finisce così, con la telefonata di Marilena che gli annuncia il disastro. Le magistrature hanno poi avviato indagini, i giornali come di consueto hanno parlato di disastro annunciato. Ma a legger bene la denuncia di Nardiello è forte, gridata anche tra le righe di un sogno meraviglioso come il suo. Pietro racconta delle chiacchierate con il farmacista Franco e la sua idea di business turistico calabrese, poi tradotta in speculazione edilizia. Tutti sanno che non si può costruire un campeggio accanto ad un torrente, ma pochi, forse solo i turisti più attenti come Pietro ed alcuni amici, chiedono, indagano, temono le conseguenze. In Calabria, i calabresi, ancora oggi ripetono spesso che “il mare si riprende sempre quel che l’uomo gli ha tolto”, ma intanto in questo gioco tra le parti evitabilissimo ci hanno perso la vita tredici persone. L’insegna del ‘Le Giare’ è ancora lì, segno che nessuno vuol dimenticare. Eppure solo un anno fa, poco più su di Soverato, a Nocera Terinese Marina, un lungomare costruito un po’ troppo a ridosso del mare stesso è stato divelto dalle onde, provocando danni non da poco ed il crollo della struttura. Ed ecco che la domanda di Pietro risuona prepotente ancora oggi e diventa, dopo aver concluso con lui il suo ‘sogno meraviglioso’, anche la nostra: « Allora questa terra è condannata a rimanere così com’è?». Auspicando il cambiamento non posso far altro che invitarvi tutti a riflettere e sognare con il prezioso libro di Pietro Nardiello.

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