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In tv lo scontro tra la sinistra «ferro vecchio»  e quella «ladylike»

 

Scontro tra donne in tv. Non uno scontro reale, ma a suon di visualizzazioni in rete, tra due campionesse della politica, che si sono guadagnate la propria posizione con valanghe di preferenze. Gli ultimi giorni hanno visto protagoniste Livia Turco e Alessandra Moretti, che in due occasioni particolari hanno dimostrato diversità, non solo personale, ma anche quella esistente tra la sinistra “ferro vecchio” e quella “renziana”, molto “ladylike”.

Livia Turco, ospite di Myrta Merlino, a L’Aria che tira, parla del Partito democratico renziano e scoppia in lacrime. «Mi fa soffrire vedere i tanti che non si iscrivono più al Pd. Chiedo al segretario – dice con un nodo alla gola – di avere considerazione per le storie dei militanti e dei volontari che ora sentono il Pd lontano». Livia Turco è stata anche ministro della Solidarietà nel Prodi I e nel D’Alema I e responsabile del dicastero della Sanità nel Prodi II. Sollecitata dalla giornalista risponde così: «Soffro perché la storia della sinistra è molto importante e costruita da tante persone che oggi non possono essere considerate conservatori perché difendono l’articolo 18. La sinistra che difende il lavoro non è un ferro vecchio».  Ferro vecchio o no, la clip del pianto della Turco raggiunge su Youtube oltre 2mila visualizzazioni.

Ma la concomitanza temporale rimanda all’intervista di un’altra donna della sinistra, Alessandra Moretti, che parla a CorriereTv. Un video di cinque minuti che rischia di diventare una pagina di comunicazione politica, se non proprio una cartina di tornasole della generazione renziana. Il tono è spiritoso e divertente, ma si va da “la candidatura mi è stata chiesta da Matteo Renzi all’una di notte”, al “Veneto scalabile” di leopoldiana memoria, per poi immergersi nel dibattito più “succoso”, cioè lo stile più femminile delle politiche attuali. La Moretti confessa di avere molta cura di se stessa, accompagna i figli di corsa, va dall’estetista una volta a settimana. Insomma, uno stile molto “ladylike”. Diverso da quello di Rosy Bindi, «che mortificava la bellezza, più austero» . Quindi la difesa delle donne, come le ministre, tutte belle e brave. E la conclusione ad effetto, la lode delle abilità culinarie e canore della Moretti, che si definisce una «bravissima cantante, oltre a tutte le altre cose che faccio splendidamente». Intanto si vota in Veneto. I fuochi d’artificio della Moretti avranno convinto? Sicuramente la rete ci ride su. “La Moretti ci informa che va dall’estetista. Questo è positivo; ma almeno lasci un dalemiano baffo. #Ladylike”, twitta un divertito fake di Cuperlo. C’è chi rimane perplesso dal dibattito sulla bellezza e chi ironizza. Insomma, il web  non ha apprezzato i fuochi d’artificio. Ma se ne parla, eccome.

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