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Time in Jazz”, 27esima edizione del festival internazionale di jazz creato e diretto da Paolo Fresu

 

Prendere coscienza che la natura va difesa e rispettata ma anche ascoltare ottima musica jazz e non solo: inizia domani a Berchidda, “Time in Jazz”, 27esima edizione del festival internazionale di jazz creato e diretto da Paolo Fresu  nella sua Sardegna, che quest’anno ha come filo conduttore “Piedi”. Sette giorni, fino a sabato 16, di concerti nel paese natale del trombettista ambasciatore del  jazz italiano nel mondo, con coinvolgimento di altre località dei dintorni. Una grande festa della musica ma anche della danza, delle arti visive, del cinema e della valorizzazione di tradizioni, delle identità e delle ricchezze enogastronomiche del territorio. Un progetto che farà tappa per due giorni anche a Sassari il 17 e il 18.

“Vorrei che proprio in questa occasione venisse redatto e sottoscritto un manifesto etico che definisco “Italia Paradiso, spiega l’artista. Un atto nel quale si possono ritrovare tutti coloro che vogliono dire basta allo scempio, all’incuria, allo  sfruttamento della terra sotto i nostri occhi ogni giorno, da nord a sud, dalle isole al nord-est.”

Tutte le regioni sono a rischio come le alluvioni di questi giorni in Veneto hanno dimostrato . “Nonostante tutti i problemi vogliamo continuare ad essere protagonisti. La Sardegna merita di più, non deve essere dimenticata, anzi va sottolineato più spesso il grande contributo politico intellettuale, storico e economico che ha dato al paese. E’ tempo di riflettere sulle colpe dell’uomo per cambiare e non proseguire su una strada che non ha portato nulla di buono”.
Diversi sono stati i temi delle passate edizioni del festival, dalla poesia di Ungaretti alle tematiche del femminile.

“Quest’anno abbiamo scelto come filo conduttore i piedi, prosegue il musicista e compositore. Può sembrare una scelta bizzarra, ma non lo è. Avere i piedi per terra in questo momento di profonda crisi è importante dopo anni di politiche sbagliate nelle scelte industriali, nel lavoro, nello sfruttamento del suolo e nello sviluppo culturale e sociale. Avere i piedi in terra significa essere capaci di guardare la realtà con concretezza, senza grilli per la testa e contando solo sulle proprie certezze”.

Ma i piedi servono anche per danzare per esprimere sentimenti diversi che non hanno bisogno di parole.
Il festival non è solo musica di alto livello ma anche un momento di riflessione, oltre che dei temi ambientali si parlerà anche di migrazione e incontri di genti diverse da diversi punti di vista. Non a caso il primo giorno della manifestazione e dedicato al mare con sarà ospite, fra gli altri lo scrittore Erri De Luca, autore di un’ode ai piedi, che arriverà sull’isola viaggiando a bordo di una nave partita da Livorno.

Mostre e eventi saranno ospitati al Centro Laber di Berchidda. La sezione Green Jazz proporrà una rassegna di cinema sull’ambiente. Accanto ai progetti dedicati alla costruzione di una consapevolezza di tutela dalla natura diffusa, un progetto pluriennale dedicato alle eccellenze dell’agro-alimentare e ai vini sardi, con in programma seminari, laboratori e prove di fitwalking e nordic walking.

Tantissimi gli ospiti di primo piano della scena jazzistica e non solo, italiana e internazionale, fra questi Fabrizio BossoJulian MazzarielloNico Gori,Alessandro LanzoniRosario Bonaccorso, e ancora Omar SosaGustavo Ovalles,Andy Emler, Laurent Dehors, Dave HollandKevin EubanksEric Harland, Peppe Servillo e Javier Girotto. E questi sono solo alcuni dei grandi nomi che hanno aderito all’invito di Paolo Fresu: tutto il programma giorno per giorno nel sito www.timeinjazz.it.

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