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Loggia P2, on line la Commissione Anselmi

 

Un tesoro nascosto è tornato alla luce solo da qualche ora, all’indomani dell’annuncio della desecretazione da parte del governo di tutta una serie di atti. Le due notizie non sono legate tra loro, ma contribuiscono entrambe a dare nuovi strumenti alla ricerca della verità nel nostro Paese. Il tesoro di cui parliamo è prezioso perché contiene nomi, fatti e tracce della storia repubblicana più controversa. Stiamo parlando degli atti della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla loggia massonica P2, fino ad oggi inaccessibili ai più.

Centoventi volumi cartacei, una massa indefinibile di informazioni, notizie e documenti ai quali era quasi impossibile per il normale cittadino poter avvicinarsi e che ora sono accessibili on line, con un motore di ricerca ad hoc deputato a supportare le richieste nominative e fattuali. Grazie al lavoro svolto dalla Rete degli Archivi per non dimenticare, il network che unisce associazioni, fondazioni, centri ricerca e documentazione attivi sul territorio nazionale e alla Direzione Generale degli Archivi, il lavoro parlamentare d’analisi e approfondimento svolto dalla Commissione guidata da Tina Anselmi è finalmente fruibile per cittadini, esperti, studenti.

All’indirizzo web www.fontitaliarepubblicana.it si possono trovare, consultare, scaricare e stampare i testi raccolti dai parlamentari durante i lavori della Commissione P2. L’importante risultato è stato comunicato nel corso del convegno “Carte a rischio” organizzato a Firenze dall’Archivio di Stato qualche giorno fa.

Alla pubblicazione on line di questa imponente documentazione si arriva grazie ad un lavoro indefesso di digitalizzazione che consente oggi a chiunque di potere leggere le pagine più buie della storia del nostro Paese, molte delle quali hanno ancora oggi un eco nelle vicende attuali, basti pensare alle polemiche che hanno coinvolto il presidente del Consiglio Matteo Renzi, apostrofato dal cantautore Piero Pelù come “il boy scout di Licio Gelli”.

E pensare che la maggioranza degli italiani oggi non ha assolutamente idea di chi sia Licio Gelli (nella foto)! Né di quale ruolo abbia giocato nelle vicende del nostro Paese.. Nel presentare l’importante risultato, durante i lavori del convegno fiorentino, Benedetta Tobagi, giornalista e ricercatrice e figlia del giornalista del “Corriere della Sera, Walter, ucciso a Milano nel 1980 dai terroristi, ha messo in evidenza la straordinaria attualità del patrimonio documentale accumulato dalla Commissione presieduta dall’Anselmi: “La commissione sulla P2 ha fatto scoperte che sono state sottovalutate. E’ incredibile la quantità di informazioni contenute in queste carte, informazioni già tutte verificate che dimostrano tra l’altro come Gelli abbia finanziato il terrorismo nero collegato alla strage dell’Italicus. E anche sulla strage di piazza della Loggia a Brescia e i 55 giorni del sequestro Moro ci sono molte pagine da indagare”.

Quindi ora tocca agli esperti e agli studenti, ma anche ai cittadini desiderosi di conoscere: le informazioni sono a disposizione e questa è un’occasione unica per dare vita a studi e approfondimenti storici e giornalistici, quanto mai necessari, oggi più che mai, per cercare di dare un senso alle vicende repubblicane più recenti, che affondano le loro radici in un passato non così lontano, ma finora difficile da decifrare proprio per la mancanza di fonti dirette. Una miniera preziosa che aspetta solo occhi attenti e mani sapienti che cerchino quelle pepite d’oro che possono essere il tesoro in grado di restituire verità e giustizia a quanti ancora cercano di sapere perché uomini e donne innocenti sono stati brutalmente uccisi e quali sono state le deviazioni imposte al corso democratico del nostro Paese.

Il lavoro della Rete degli Archivi per non dimenticare – alla quale aderisce anche Libera Informazione – continua e ha bisogno di sostegno, non solo economico, ma anche scientifico. Le risorse umane sono ancora quelle in grado di determinare un salto di qualità nella conoscenza e nella ricerca. Ecco perché è auspicabile che la promessa del ministro dei Beni culturali Dario Franceschini, presa in occasione del convegno di Firenze, possa essere mantenuta con l’assunzione di cinquanta nuovi archivisti, selezionati e preparati, in grado di dare nuova linfa agli Archivi statali e quindi di supportare l’opera meritoria della stessa Rete degli Archivi.

Il prossimo appuntamento è fissato per giovedì 8 maggio presso l’Archivio di Stato a Roma, dove si terrà la seconda edizione della manifestazione “L’archivio è aperto: la forza delle memorie”, in occasione del “Giorno della memoria dedicato alle vittime del terrorismo”, in programma il giorno dopo, 9 maggio, presso la Camera dei Deputati.

Il programma completo della giornata, che prevede anche un concorso  anche per gli studenti è consultabile sul portale della Rete degli Archivi: http://www.memoria.san.beniculturali.it

Non resta che portare avanti quest’impegno per la scoperta della verità sulle stragi e gli omicidi eccellenti, sul ruolo giocato dalla massoneria deviata e dalla politica collusa. Anche e soprattutto per rispetto del dolore dei tanti familiari di quanti sono stati spazzati via dalla mano omicida di poteri occulti e criminali.

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