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40 anni fa a Brescia la strage di Piazza della Loggia. Una ferita ancora aperta

 

40 anni dopo, il ricordo della strage di Piazza della Loggia è una ferita ancora aperta nel cuore degli italiani. Una strage, però, la cui memoria si è andata via via perdendo, come testimoniano i drammatici dati del recente sondaggio della “Casa della Memoria” (in cui il 37% dei giovani intervistati ritiene che dietro la strage vi fosse la mafia, il 28% la considera opera del terrorismo rosso e solo il 26% è a conoscenza della matrice fascista dell’attentato), soprattutto tra i giovani.

Ovviamente buona parte della causa di questo processo di smarrimento della memoria di questo tragico evento nelle nuove generazioni è da ricondursi principalmente alla complessità giudiziaria della vicenda, a cui però è stato dato un preciso indirizzo dalla sentenza della Corte di Cassazione del 20 Febbraio 2014 che ha stabilito l’annullamento delle assoluzioni di due imputati del processo, Carlo Maria Maggi e Maurizio Tremonte.

Purtroppo le nuove generazioni iniziano a sentire sempre più lontano il 28 Maggio 1974, a causa delle contestazioni quantomeno inopportune che ogni anno rovinano quella che dovrebbe essere una giornata di memoria antifascista condivisa da tutti.
É compito nostro, come giovani che credono nei valori dell’Antifascismo e della Resistenza, due valori che prescindono da qualunque partitismo, far sorgere nuovamente in tutti i ragazzi la curiosità di informarsi su ciò che è stato e ciò che rappresenta il 28 Maggio.

Noi nuove generazioni dobbiamo sapere cosa è stata per la città di Brescia quella strage fascista, per evitare che se ne perda la memoria e che si rischi di dire “In questo luogo il 28 Maggio 1974 non è successo niente” e affinché Giulietta, Livia, Clementina, Alberto, Euplo, Luigi, Bartolomeo e Vittorio vivano sempre nella memoria degli italiani.

Come studenti e come cittadini vogliamo che la memoria di quel tragico avvenimento si celebri non solo annualmente, ma che nella vita di tutti i giorni si ritrovino gli ideali che spinsero le persone a scendere in piazza quel giorno, solo così saremo in grado di evitare il ritorno dei movimenti neofascisti che ogni giorno, anche a causa della crisi, aumentano il loro indice di gradimento nelle fasce più deboli della popolazione.

La consapevolezza storica è l’arma più efficace per combattere i neofascismi, poiché la Storia è il motore del mondo e nel passato vi è già scritto quale sarà il futuro, dobbiamo solo essere capaci di leggerlo. Dobbiamo imparare come evitare che si sviluppino nazionalismi ed ideologie violente: in un’Europa nuova e unita non c’è posto per chi fa politica con la violenza.”

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