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Minacce a Casarrubea: “Taci o finisci con una pietra in bocca”

 

Lo storico siciliano Giuseppe Casarrubea ha denunciato per minaccia, diffamazione e calunnia Melchiorre Gerbino, che si definisce “leader della rivolta giovanile in Italia” nel periodo della contestazione, perché nei giorni scorsi, con un articolo pubblicato sul suo sito, ha consigliato a Casarrubea di “tenere la bocca chiusa, perché non finisca con una pietra in bocca”.

Nei suoi articoli, oltre a minacciare di morte Casarrubea, Gerbino formula giudizi fortemente sprezzanti sui giornalisti Claudia Cernigoi (direttrice del periodico triestino La Nuova Alabarda) e Gianni De Martino, che hanno reagito a loro volta querelando l’autore.

Prima di presentare la denuncia, Casarrubea aveva chiesto a Gerbino di eliminare dal sito le minacce e le ingiurie. La richiesta è stata ingorate da Gerbino, che a quanto pare, vive in Malesia e fa il pittore e ha diffuso gli articoli anche per e-mail.

Gli attacchi sono iniziati quando Claudia Cernigoi, da studiosa friulana dei movimenti neofascisti, ha scritto l’articolo “Dai Provos a Trapani, passando per Piazza Fontana”, che è stato pubblicato su La Nuova Alabarda ed è stato poi ripreso da Casarrubea sul suo blog, il 3 aprile scorso, con il titolo “Movimenti rosso-bruni in Italia“. Nell’articolo, Cernigoi analizza alcuni movimenti politici del passato, parla del ruolo che Gerbino ebbe in quello dei Provos italiani e cita la sua accusa nei confronti di De Martino, all’epoca redattore di Mondo Beat (“era una spia”).

Gerbino ha reagito pubblicando sul proprio sito l’articolo “Claudia Cernigoi, Giuseppe Casarrubea, Giovanni De Martino: la pochezza dei servizi segreti italiani“, nel quale, fra l’altro, definisce Cernigoi e Casarrubea “agenti dei servizi segreti” e De Martino “spia e assassino”. Le tre persone sono inoltre indicate come “esseri umani repellenti”. Il testo si conclude con la minaccia di morte a Casarrubea.

Inoltre Gerbino fa affermazioni generiche molto gravi, accusando di responsabilità nell’assassinio del giornalista Mauro Rostagno – delitto per il quale il tribunale di Trapani, il 16 maggio scorso, ha condannato all’ergastolo due mafiosi – i gesuiti Ennio Pintacuda e Bartolomeo Sorge (deceduti), l’ex ministro e ora giudice costituzionale Sergio Mattarella e il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando.

Inoltre Gerbino ha dedicato a Casarrubea e ai due giornalisti altri lunghi articoli ritenuti denigratori e offensivi dagli interessati.

DF

Da ossigeno.it

Lo ha scritto Melchiorre Gerbino, querelato anche da due giornalisti oggetto di denigrazioni e giudizi sprezzanti. All’origine alcuni articoli sul neofascismo

Lo storico siciliano Giuseppe Casarrubea ha denunciato per minaccia, diffamazione e calunnia Melchiorre Gerbino, che si definisce “leader della rivolta giovanile in Italia” nel periodo della contestazione, perché nei giorni scorsi, con un articolo pubblicato sul suo sito, ha consigliato a Casarrubea di “tenere la bocca chiusa, perché non finisca con una pietra in bocca”.

Nei suoi articoli, oltre a minacciare di morte Casarrubea, Gerbino formula giudizi fortemente sprezzanti sui giornalisti Claudia Cernigoi (direttrice del periodico triestino La Nuova Alabarda) e Gianni De Martino, che hanno reagito a loro volta querelando l’autore.

Prima di presentare la denuncia, Casarrubea aveva chiesto a Gerbino di eliminare dal sito le minacce e le ingiurie. La richiesta è stata ingorate da Gerbino, che a quanto pare, vive in Malesia e fa il pittore e ha diffuso gli articoli anche per e-mail.

Gli attacchi sono iniziati quando Claudia Cernigoi, da studiosa friulana dei movimenti neofascisti, ha scritto l’articolo “Dai Provos a Trapani, passando per Piazza Fontana”, che è stato pubblicato su La Nuova Alabarda ed è stato poi ripreso da Casarrubea sul suo blog, il 3 aprile scorso, con il titolo “Movimenti rosso-bruni in Italia“. Nell’articolo, Cernigoi analizza alcuni movimenti politici del passato, parla del ruolo che Gerbino ebbe in quello dei Provos italiani e cita la sua accusa nei confronti di De Martino, all’epoca redattore di Mondo Beat (“era una spia”).

Gerbino ha reagito pubblicando sul proprio sito l’articolo “Claudia Cernigoi, Giuseppe Casarrubea, Giovanni De Martino: la pochezza dei servizi segreti italiani“, nel quale, fra l’altro, definisce Cernigoi e Casarrubea “agenti dei servizi segreti” e De Martino “spia e assassino”. Le tre persone sono inoltre indicate come “esseri umani repellenti”. Il testo si conclude con la minaccia di morte a Casarrubea.

Inoltre Gerbino fa affermazioni generiche molto gravi, accusando di responsabilità nell’assassinio del giornalista Mauro Rostagno – delitto per il quale il tribunale di Trapani, il 16 maggio scorso, ha condannato all’ergastolo due mafiosi – i gesuiti Ennio Pintacuda e Bartolomeo Sorge (deceduti), l’ex ministro e ora giudice costituzionale Sergio Mattarella e il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando.

Inoltre Gerbino ha dedicato a Casarrubea e ai due giornalisti altri lunghi articoli ritenuti denigratori e offensivi dagli interessati.

DF

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