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L’ 8 Marzo si parla di Donne e Documentario (Speciale 8 marzo)

 

L’approfondimento dei temi di attualità, legati al giornalismo d’inchiesta e di denuncia, trova oggi in Italia un nuovo terreno di proposta, con un vero e proprio risveglio di attenzione nei confronti del documentario, che sul grande schermo è sempre di più cinema del reale. Lo testimonia il Leone d’Oro assegnato dalla giuria dell’ultima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia a “Sacro Gra” di Gianfranco Rosi.

Quanto è importante in questo nuovo scenario e in questa svolta la presenza ed il ruolo attivo delle documentariste? E come si esprime e si differenzia il punto di vista di genere? Quali spazi per le donne, giornaliste, registe, sceneggiatrici, autrici di testi e di immagini, produttrici?
Sono queste, le domande al centro dell’appuntamento che la Commissione Diritti e Pari Opportunità dell’Associazione Stampa Romana ed il Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani promuovono l’8 Marzo, in occasione della Giornata Internazionale della Donna, presso la Casa del Cinema di Roma (ore 11.00 – 18,00).
Una giornata aperta dall’omaggio e dal Premio alla Carriera ad una grande protagonista del documentario italiano, la regista Cecilia Mangini, che con le sue opere ha documentato la vita e le trasformazioni dell’Italia, e della condizione femminile, per più di mezzo secolo, dagli anni Sessanta ad oggi.

Dal racconto delle periferie cittadine in collaborazione con Pier Paolo Pasolini, negli anni del nascente boom economico con i suoi drammi e le sue lacerazioni sociali, ai documentari sul lavoro delle donne e la fabbrica, sui temi dell’amore e delle relazioni uomo-donna, della sessualità e della discussione sull’autodeterminazione e l’aborto, i documentari di Cecilia Mangini hanno indagato e raccontato “i meccanismi” che stanno dietro l’apparenza delle cose, nella direzione della scoperta della realtà.
Il suo Essere donne, mediometraggio del 1965 dove si narrano le aspirazioni di tabacchine, braccianti, emigranti, di fronte alla fabbrica come luogo di emancipazione per la propria esistenza, rimane forse la più importante documentazione del “femminile” di un mondo, l’Italia rurale alle prese con le trasformazioni della seconda industrializzazione, che da lì a poco sarebbe scomparso.
Esempio eccellente della complessità della rappresentazione “del femminile”, tema al centro del dibattito sull’immagine delle donne nell’informazione d’approfondimento veicolata dalla tv ( una delle questioni poste convegno), citato da numerose autrici che via via vi hanno potuto attingere, Essere Donne ha consentito negli anni una trasmissione di memoria di genere importante per l’attualità, argomento tra gli altri della masterclass che Cecilia Mangini terrà nel corso del convegno.
Una testimonianza ripresa anche dal documentario che segue,“ In viaggio con Cecilia” di Mariangela Barbanente e della stessa Mangini, in cui le due registe, di generazione diversa, ripercorrono la Puglia, loro terra di origine, con un viaggio nella memoria e nel presente nella stessa estate in cui esplode l’ultimo atto del caso ILVA. Attraverso il “caso” pugliese, si racconta una parabola dell’Italia, intrecciando luoghi ed epoche, mentre gli archivi dialogano con il presente indagando un luogo nella sua continuità…
L’incontro dell’8 Marzo, nato da un’idea di Nella Condorelli e Laura Delli Colli, presidente del Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani, ospiterà poi alle 15,00 un confronto aperto ai contributi, testimonianze e proposte di registe, sceneggiatrici, giornaliste, produttrici, autrici di immagini, sulle modalità con cui si può esprimere un “ punto di vista di genere nella narrazione documentaristica”, e sugli aspetti legati in generale alle questioni produttive, come l’accesso al mercato ed alle risorse nazionali ed europee, pubbliche e private, la diffusione dei prodotti audiovisivi realizzati dalle donne, il riequilibrio della presenza uomo-donna nei mestieri dell’audiovisivo che in Italia, come e forse più che nel resto del mondo, penalizza le donne.
In mancanza di dati specifici nazionali, il riferimento è intanto a quelli relativi all’industria cinematografica nel suo complesso, pubblicati in occasione delle recentissima consegna degli Oscar dall’ultimo rapporto “Tetto di celluloide” del Centro di Ricerca sulle Donne in Tv e nel Cinema – San Diego University che rivela come, rispetto al 1998, il numero delle donne sia addirittura diminuito: solo il 16 per cento dei professionisti che lavorano “dietro le quinte” è donna.

Il convegno propone infine anche una serie di proiezioni che daranno modo di vedere anche alcuni cortometraggi dell’ultima selezione Nastri d’Argento, tra cui “ Dal profondo” di Valentina Pedicini, Menzione Speciale 2014 dei Giornalisti Cinematografici tra i migliori documentari 2013, Premio Prospettive Doc Italia ( Festival del Film di Roma).
La protagonista, Patrizia, l’unica minatrice in Italia, dialoga con un padre morto, un ricordo mai sepolto. 150 minatori, pronti a dare guerra al mondo “di sopra” per scongiurare una chiusura ormai imminente. Un viaggio nel cuore della Terra, ma anche una battaglia per il lavoro e la sopravvivenza, al ritmo di una preghiera che ai morti è dedicata, ai vivi chiede ascolto “De Profundis clamavi ad Te, O Domine”…

Tra le finalità del convegno, quella di promuovere un appuntamento stabile dedicato al documentario d’inchiesta e di denuncia con ottica di genere, spazio aperto di contaminazione “al femminile” tra informazione giornalistica, cinema, mass media.

* Presidenti CPO Associazione Stampa Romana

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