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Editoria: Fnsi, fondi settore non sono bancomat per privati né per tagli facili all’occupazione. Invito della Giunta del Sindacato alla responsabilità delle imprese sulle ristrutturazioni

 

“La Giunta Esecutiva della Fnsi, riunita oggi a Roma, ha riconfermato tutto il suo impegno per incoraggiare rinnovamento e sviluppo del sistema editoriale italiano, nel rispetto e nella valorizzazione dell’occupazione giornalistica, indispensabile per un’informazione professionale da elevare qualitativamente e di reale valore comunitario, oltre che industriale. E’ necessario però rinsaldare gli elementi di credibilità per affrontare con fiducia le trasformazioni e il futuro.

Con questo orientamento, la Fnsi sta affrontando la stagione del rinnovo contrattuale e con sano realismo e spirito di equità sociale esamina le situazioni di difficoltà oggettiva che si manifestano in diverse imprese. Non è pensabile però che a questo atteggiamento di grande responsabilità corrispondano, in alcuni casi, vere e proprie tentazioni di pianificazione di disagi con lo scopo di ottenere un tesserino tipo bancomat per acquisire quote di fondi per la socialità con cui ridurre gli organici.

La Giunta della Fnsi fa un forte richiamo alla responsabilità agli editori e un invito alla cautela alle associazioni di stampa, ai comitati di redazione e ai colleghi perché non siano affrontati con leggerezza propositi di ristrutturazioni o prepensionamenti. I finanziamenti all’editoria previsti per lo sviluppo e i sostegni sociali ai lavoratori e ai giornalisti delle imprese in reale difficoltà che vogliano investire sul futuro e nuove professionalità non può essere un bancomat privato per alcuno. Allo stato, peraltro, la “spendibilità” del fondo triennale per il settore non è ancora esecutiva, in attesa del decreto governativo che dovrà preliminarmente valutare le osservazioni e le istanze delle parti sociali sulla base di criteri di oggettività, trasparenza ed equità. Diffondere panico tra i lavoratori o promuovere corse verso un “bancomat” inesistente è profondamente sbagliato per chiunque se ne renda protagonista.

La Fnsi assicura la massima assistenza sociale e sindacale a tutti i colleghi colpiti dalla crisi dell’editoria”.

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