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Ma c’è un limite alla libertà di espressione?

“Quenelle”, braccio teso verso il basso contro il potere. Costi quel che costi.
Ma c’è un limite alla libertà di espressione?

 

La quenelle è una specie di polpetta di pesce tipica della cucina di Lione, ma qui non si parla di cucina. Perché “quenelle” è il soprannome di un gesto inventato da un comico francese di origini camerunensi Dieudonne’ M’bala M’bala: un braccio teso verso il basso,l’altro piegato con la mano aperta all’altezza della spalla opposta. In pochi mesi è diventato il gesto simbolo dello sberleffo al potere costituito. Se andate su you tube e digitate “quennelle” troverete studenti, infermieri, pompieri, militari, sorridenti a fare il gesto inventato dal comico francese. Fin qui tutto bene. Peccato che Dieudonne’ non si limita, nei suoi show, a irridere il potere, ma inserisce sempre più spesso accenti antisemiti.

E quando un giornalista di France Inter lo ha criticato, Dieudonne’ ha risposto “quando penso a lui… le camere a gas non hanno fatto in tempo, peccato”. Il giornalista è ebreo. Il ministro degli interni Vals è intervenuto duramente prospettando il divieto di spettacoli, quelli di Dieudonne’, che potrebbero portare a problemi di ordine pubblico. In effetti molti gruppi di militanti antidieudonne si stanno organizzando per contestare il suo prossimo show. Ma la questione è delicata perché, per vincere una battaglia sacrosanta, quella contro l’antisemitismo, si rischia di perderne un’altra, quella per la libertà di espressione. Purtroppo i migliaia di entusiasti che imitano Dieudonne (ultimo il calciatore Anelka, che ha fatto la “quenelle” dopo un gol nel campionato inglese) non si pongono nessun altro problema se non quello di irridere il potere costi quel che costi. Gli altolà alle derive antisemite vengono giudicate vecchi ritornelli fuori moda. Un campanello di allarme in una Europa dove la crisi crea una terreno fertile per chi pretende di trovare la soluzione a ogni problema scatenando la caccia al diverso, per pelle, religione o provenienza. Un’Europa che dimentica che semza radici è destinata a perdersi.

(Nella foto Dieudonne e Anelka)

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