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Lampedusa, nuova tragedia, 50 morti

 

Circa cinquanta persone sono morte nel naufragio del barcone di 250 migranti migranti avvenuto oggi a 60 miglia marine a sud di Lampedusa. “Sono 147 i migranti sopravvissuti – afferma il comandante della nave Espero, della marina militare italiana, a Rainews 24 – recuperati dalla motovedetta maltese, a bordo della quale c’è un dottore che fa la valutazione medica. Le persone salvate e trasportate a bordo della nave Libra della marina italiana sono 56”.

“Questa per noi e’ la normalita’ – commenta a caldo il sindaco di Lampedusa Giusi Nicolini intervistata da Enrico Mentana al TgLa7 – questi naufragi sono frequentissimi e spesso non se ne ha notizia e non si ha notizia neanche del lavoro durissimo che fanno i soccorritori. E’ molto frequente che i recuperi avvengano gia’ quando le persone sono in acqua. C’e’ bisogno di cambiare le leggi perche’ chiedere il diritto di asilo a nuoto non puo’ essere piu’ accettabile per l’Europa: bisogna cambiare le politiche di asilo e poi cambiare quelle di accoglienza”. E’ urgente – prosegue – bisogna che l’Europa si renda conto che non puo’ esistere una diga nel Mediterraneo, che Lampedusa non puo’ essere la frontiera di Europa perche’ e’ un’isola troppo piccola e va cambiato tutto. Queste persone non vanno lasciate morire – aggiunge Nicolini -. Tutto questo e’ una grande farsa per cui si pagano prezzi altissimi, vite umane e sacrifici di luoghi di confine come Lampedusa”.

“Sono tutti punti alla nostra attenzione e si sono comunque rovesciate anche le nostre priorita”’. E’ questo il breve commento della ministra Cecile Kyenge, questa sera a Felino (Parma) per partecipare al festival ‘Ottobre Africano’, alla notizia di un altro barcone rovesciato nel canale di Sicilia. Una volta chiamata sul palco, dove e’ stata accolta da un lungo applauso, la ministra all’Integrazione ha poi chiesto un minuto di raccoglimento per tutte le vittime di Lampedusa aggiungendo: ”I morti non sono morti, ma sono qui con noi”.

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