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La storia va maneggiata con cura

 

Spesso in questa tormentata campagna elettorale da poco conclusa le analisi politiche migliori sono state quelle uscite dalla satira di Crozza. Il caso della sciagurata esternazione della neoeletta capogruppo alla Camera del M5S Roberta Lombardi dove si dice che” prima della degenerazione” il fascismo in Italia non era poi da buttare conferma questa tendenza. “Cara Signora – ha osservato ieri il comico genovese dagli schermi di Ballarò- prima della degenerazione ha un nome preciso, vuol dire periodo storico antecedente alla nascita del partito fascista”.

Già perché tra le tanti ragioni che rendono quella uscita una colossale e pericolosa sciocchezza c’è n’è una in particolare che ha a che fare con la nostra memoria storica e con la nostra coscienza civile. L’esponente del Movimento 5 stelle arriva a questa sua colossale svista storica, l’individuazione cioè di un periodo nel quale il fascismo si sarebbe presentato come un sistema virtuoso fatto di tutela della famiglia, alto sentimento dello Stato e spiccato senso di comunità, infarcendola con un argomento, quello di una certa matrice sociale del primo movimento fascista, non privo di un fondamento storico.

Tuttavia questa circostanza non rende l’errore meno grave ma al contrario lo rende ancora più pericoloso.
Per questo sarà bene chiarirsi una volta per tutte. Certamente tra i tanti e contraddittori elementi che caratterizzarono la nascita del movimento fascista vi furono anche connotati sociali ( non socialisti) antiborghesi ed anticapitalistici evidenziati nel programma di San Sepolcro. Tuttavia fin dal suo compiuto manifestarsi il partito fascista evidenziò chiaramente i tratti fondamentali che ne hanno scandito l’azione durante il ventennio: negazione dei diritti civili e democratici, svuotamento degli organi democratici e repressione di qualsiasi forma di opposizione.

La Marcia su Roma, il Delitto Matteotti e così via fino allo scandalo delle leggi razziali sono lì a testimoniarlo.
Ed allora: nessuna età dell’oro prima di un’improvvisa degenerazione- Solo un regime dittatoriale che ha prodotto conseguenze nefaste per il popolo italiano.
Ed allora cittadina Lombardi forse è vero, come ci ripetete spesso, che i partiti tradizionali non esistono più.

Ma la memoria storica no, quella per fortuna esiste ancora. Specie la memoria dell’antifascismo, uno dei valori fondanti della nostra democrazia.
Per questo è necessario maneggiarla con cura.

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