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La Chiesa della Calle del nuovo papa nel nome di Francesco d’Assisi

 

Attraverso la scelta del nome Francesco I il nuovo Papa venuto dalla fine del mondo richiama la radicalità evangelica del messaggio del Poverello. La scelta di fondo del Santo di Assisi di rimanere fedele all’Istituzione religiosa non può indurre tuttavia, come ha fatto qualche osservatore, a sottovalutare il messaggio profondamente innovatore che San Francesco portò nel mondo ecclesiale, in aperto contrasto con i valori allora imperanti nella Chiesa .

San Francesco con i suoi primi compagni non intendeva infatti formare un Ordine religioso nel senso ecclesiastico del termine, cioè un gruppo di cristiani raccolti in una comunità di tipo conventuale. Erano piuttosto gruppi di cristiani nel mondo, fuori dal convento, che solo in un secondo momento anche su sollecitazione della Curia si cristallizzarono in un vero e proprio Ordine.

Francesco preferiva usare il termine fraternitas per definire la comunità che si formò accanto a lui. Il suo ordine si presentò all’inizio con una novità rivoluzionaria rispetto all’antico monachesimo: mancava per i suoi discepoli all’inizio l’elemento conventuale, la disciplina conventuale. Francesco fu veramente interclassista : nobili o plebei, ricchi o poveri, dotti o ignoranti, chierici o laici. Per tutti vale la stessa norma: “ tutti senza distinzione sono chiamati frati minori”. Come scriveva Giacomo da Vitry :”Minores, veramente minori, più umili di tutti i negletti di questo tempo nello abito, nella nudità e nel disprezzo del mondo”.

Due aspetti della vita minoritica furono profondamente innovatori, quasi rivoluzionari: la non residenzialità e la predicazione ambulante. Il Monastero del Frate Minore è tutto il mondo, tanto che uno storico del tempo nel descrivere l’ambiente del nuovo Ordine usa un’espressione bellissima: “ nella vastità di una clausura aperta”. Ecco è proprio in questa vastità aperta sul mondo che il nuovo Papa è chiamato ad operare, in quella che lui chiama la Chiesa della Calle.

Tornare nelle strade per parlare, come vuole il Vangelo, prima di ogni altro ai più poveri, ai diseredati, agli ultimi della terra. Una speranza ed una responsabilità nel nome di Francesco.

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