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Carcere, un codice deontologico per giornalisti

 

Qual’è il modo corretto per scrivere di carcere e detenuti? Come ci si rapporta a chi ha finito di scontare una pena oppure intraprende un percorso alternativo al carcere? La risposta a queste domande è ora contenuta in una nuova carta deontologica per addetti ai lavori (i giornalisti, di media tradizionali e web), che va sotto il nome di Carta del carcere e della pena. A sottoscriverla già 8 ordini regionali, su impulso di chi quotidianamente fa giornalismo in carcere e sul carcere, nell’auspicio che ad adottarla sia l’Ordine nazionale.

Il piccolo codice che va ad unirsi alla schiera di “codici tematici” nati negli ultimi anni (vedi la Carta di Roma su immigrazione) parte da un presupposto elementare: prima di scrivere di carcere e pena il giornalista è tenuto a conoscere la legge. Elementare appunto, ma non scontato.
L’attenzione maggiore è infatti concentrata sul trattamento riservato dal mondo dell’informazione a chi intraprende percorsi di pena alternativi al carcere e troppe volte non è “facilitato” in questo dai mezzi di informazione e su coloro i quali, finita di scontare la pena, cercano di tornare ad una vita normale.
“Usare termini appropriati e dati circostanziati” questa una delle raccomandazioni contenute nel codice, nonché garantire agli ex-detenuti quello che viene definito “diritto all’oblio” e sul quale al momento, esiste un vero e proprio vuoto normativo. “Una volta scontata la pena- si legge nel comunicato che annuncia la nascita del nuovo codice deontologico- l’ex detenuto che cerca di ritrovare un posto nella società non può essere indeterminatamente esposto all’attenzione dei media che continuano a ricordare ai vicini di casa, al datore di lavoro, all’insegnante dei figli e ai loro compagni di scuola il suo passato.”
Una riflessione doverosa per il mondo dell’informazione, in particolare alla luce della grave situazione in cui versa il sistema carcerario nel nostro paese.
La nuova Carta verrà presentata venerdì 15 marzo alle ore 11 presso la Sala conferenze di Regina Coeli. Nel pomeriggio il tema carcere verrà approfondito nel corso di un seminario presso al sede della Fnsi.

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