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beppegrillo.it – Il bivio

 

Nelle ultime elezioni la rete ha giocato un ruolo rilevante sia per chi l’ha usata, sia per chi non l’ha voluta o saputa usare. Da tempo insisto sulle possibilità del mezzo per lo sviluppo della democrazia anche se analizzando come sono andate le cose più di un dubbio può sorgere. Perché? Inizio dalla struttura del blog di Grillo, utilizzato più come un palcoscenico che come uno spazio di confronto e discussione dal basso. A differenza di altri blog politici su beppegrillo.it il flusso interattivo è mono-direzionale e non interattivo. Non tenta di rendere più orizzontale ed inclusivo il rapporto con i cittadini, ma è utilizzato soprattuto come strumento di comunicazione personale e di mobilitazione.  Ma la cosa che più desta dubbi non é questa. Come evidenzia Federico Mello nel suo bel libro “Il lato oscuro delle stelle” il tema più delicato riguarda le modalità più o meno conosciute di manipolazione del consenso on line, sia esso indirizzato all’acquisto di un prodotto che all’adesione di un movimento o partito. Alcuni aspetti sono conosciuti come quelli relativi all’acquisto di “like”su facebook, o follower su Twitter o ancora di recensioni positive (es.http://www.magicviral.com/). In Italia sono  diverse le società specializzate nell’offerta di molteplici forme di servizi di marketing virale (http://www.ninjamarketing.it/) o non convenzionale, come il buzz marketing, cioè il passaparola sul web. E sono anche note le tecniche sempre di marketing non convenzionale tese a nascondere gli aspetti ingannevoli e manipolatori di queste pratiche (http://www.slideshare.net/aincalza/buzz-marketing-3542745) Insomma, una serie di tecniche sempre più sofisticate nate al servizio di interessi commerciali (vedi http://blog.tagliaerbe.com/2009/07/le-pericolose-infiltrazioni-del-buzz-marketing.html) ed ora utilizzate per fare endorsement a soggetti politici. Di tutto questo é sicuramente un grande esperto Casaleggio. Non è un caso che sia lui a richiamare continuamente i grillini ad un uso attento dei social network per evitare che le loro discussioni siano pubbliche. La giustificazione dichiarata è di evitare strumentalizzazioni mediatiche, ma in un’ottica di web marketing è evidente l’intenzione di limitare i danni alla reputazione on line ed off line del Movimento 5 stelle causati dall’utilizzo dei social network e blog. Ma il rapporto tra rete e democrazia non può essere questo. Trasparenza e liquidità dovrebbero invece caratterizzare un movimento che prima di chiunque altro ha colto l’effetto di internet nella nostra vita anche di cittadini. Dunque, un rischio di cui bisogna avere consapevolezza anche se non é così semplice gestire la brand image del Movimento a causa, paradossalmente,  proprio dell’alto numero di consensi (e quindi di corrispettivi dissensi). Sono lontani i tempi in cui il pensiero grillino confluiva principalmente nel blog di Grillo e/o nelle piattaforme meetup. In esse sono presenti sistemi di moderazione (moderatori che possono cancellare commenti ed interventi nonchè bannare gli iscritti dalla community) caratteristici dei forum, primi strumenti di interazione a cavallo tra il web 1.0 ed il web 2.0., meno snelli, immediati e democratici dei social network (Facebook, Twitter ecc). Questi ultimi, al contrario, non risultano, per questioni tecniche, gestibili al 100%  ed è in essi che si stanno evidenziando vari “scivoloni” e falle nel sistema di comunicazione Casaleggio. Fino ad ora è stata vietata ai grillini la presenza in Tv, dobbiamo aspettarci anche limitazione della presenza in rete? Intanto un’annotazione partendo dall’esame del sito della Casaleggio&Associati. Un sito quest’ultimo caratterizzato da una grafica molto basica, di scarso impatto, e di chiara matrice “blog”, con una possibilità di interagire e di reperire dal sito informazioni sui servizi di consulenza digitale molto limitata  con rimando a contatti quali e-mail e telefono, in un’ottica molto web 1.0 e molto poco web 2.0.  Ed ancora molto orientato a dare risalto alla sezione e-commerce, al libro “Tu sei rete”,al “famoso” video “Prometeus (http://www.casaleggio.it/index.php). L’annotazione finale consiste in una serie di domande. Perché un movimento che offre la speranza di una democrazia diretta non spinge, anche nel suo programma, per una evoluzione della rete verso tecnologie, infrastrutturali e di software, che sempre più consentano una reale interattività? Perché non propone una serie di garanzie sulla formazione del consenso politico mediante internet? Perché rifiuta la massima trasparenza anche delle proprie discussioni interne? Nei giorni scorsi ho scritto che il centro sinistra avrebbe dovuto presentare anche su questi argomenti una proposta alternativa che ho descritto come “un uso democratico e moderno della rete”. Non è ovviamente arrivato nulla. Eppure il tema é importante non tanto per le sorti dell’attuale fase politica, ma perché in questo tempo di trasformazione della stessa struttura democratica le cose possono prendere un senso od un altro. Il bivio è tra un uso della rete per formare consenso (con tutti i rischi di orwelliana memoria) ed un occasione di reale e piena partecipazione dei cittadini.

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