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Riformare l’editoria e disinquinare l’informazione dal conflitto di interessi

 

Il decreto per l’editoria sta per essere approvato in definitiva dalla Camera dei deputati. Si tratta di un primo, parziale passo verso la bonifica del settore, prima di arrivare alla riforma tanto attesa e necessaria. Ci fa piacere che il sottosegretario Peluffo abbia voluto accogliere il nostro ordine del giorno che prevede la effettiva copertura del provvedimento, in modo tale da arrivare alla riforma senza l’ulteriore chiusura di decine di imprese editoriali.

Proprio per questo abbiamo anche indicato le modalità della possibile copertura del provvedimento attraverso la destinazione di una quota parte delle risorse che saranno ricavate dall’asta per le frequenze e dal rinnovo delle concessioni tv che non possono essere confermate sotto banco, tacitamente e regalando risorse ai soliti noti, in omaggio al conflitto di interessi che continua ad inquinare il sistema della informazione.

Peraltro l’ eventuale destinazione di una parte queste risorse consentirebbe di rispondere anche all’accorato appello, qui pubblicato, contro gli annunciati e devastanti tagli al fondo destinato ai beni culturali.

Per queste ragioni, d’intesa con il senatore Vita, presenteremo una interrogazione al ministro Passera affinché riferisca al Parlamento su questi temi.

Da domani Articolo 21 avvierà, di intesa con  il comitato per la libertà di informazione, una campagna di consultazione e di iniziativa per raccogliere proposte e contributi critici in vista della riforma della editoria.

La prima occasione sarà la prossima assemblea di articolo 21 che si svolgerà a Roma il prossimo 19 luglio e alla quale siete tutte e tutti invitati.

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