Amministratori nel mirino. Non si rimanga inermi di fronte allo “scempio criminale” che si consuma in Calabria

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C’è una Calabria dalle due velocità: quella delle parate, dei ministri e sottosegretari che si avvicendano per sponsorizzare eventi fumosi e che poco hanno a che fare con questa terra d’argilla che, metaforicamente, si sgretola alla sola vista, e c’è quella che combatte resistendo. Sono quelli presi nel mirino di chi non accetta l’anticonformismo, quello che si contrappone al “favore”, allo scambio di voti, alla “non parola scritta”, alla “foto non pubblicata” o al fatto stesso di avere aperto bocca.

Non è la ‘ndrangheta che colpisce gli uomini, ma è la cultura ‘ndranghetista che è radicata in ogni essere che ragiona (si fa per dire) con la propria testa secondo la propria legge: che è ovviamente quella del più forte, o di chi si sente tale.

Ecco che allora continuano le intimidazioni ai sindaci, agli amministratori comunali ed ancora una volta, l’ennesima, tocca ad una donna

Dopo la farmacia del sindaco, poco più di un anno fa, e ripetuti atti intimidatori che l’hanno indotta, nei mesi scorsi a rassegnare le dimissioni, ritirate a seguito dell’onda di reazioni scatenate e dopo la visita del Ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri, della Commissione antimafia e del leader del Pd, Pier Luigi, questa volta ad essere data alle fiamme è stata l’auto della consigliera comunale e capogruppo di maggioranza, Clelia Raspa, medico in servizio nella sede Asp di Locri.

Immediata la reazione di Maria Carmela Lanzetta che rilancia come «tra falsi comunicati, menzogne e spiate postate su Facebook, si inserisce l’ennesimo attentato intimidatorio ai danni di una consigliera dell’Amministrazione Comunale, stimatissima e degnissima professionista che tanto ha dato e sta dando a Monasterace. La sua vita professionale si è sempre svolta e si svolge in tutta la Vallata della Stilaro con abnegazione, senso del dovere e tanta semplicità- continua il sindaco- le stesse doti che finora ha messo al servizio della Comunità di Monasterace, pur non avendo accettato alcuna carica amministrativa». Ma non finisce qui e dimenticare è ancora più vile che ignorare. Per tale motivo la Lanzetta rimarca che «l’intimidazione si somma a quella del Sindaco Zoccali di Santo Stefano d’Aspromonte, al Sindaco Pittari di S. Giovanni di Gerace, al Sindaco Brosio di Parghelia, al giudice Nicola Gratteri, al giudice Giuseppe Lombardo, al Beach Side di Bovalino, per citare solo gli ultimi. A nome mio e dell’Amministrazione Comunale esprimo a tutti loro – conclude Lanzetta – vicinanza e solidarietà totale, con la speranza che un giorno saremo liberi di amministrare senza quei tentativi di condizionare il nostro lavoro, minando le fondamenta del tessuto democratico in cui ognuno è stato chiamato ad operare».

Ma la scorsa notte qualcuno ha anche esploso 4 colpi di fucile calibro 12 caricato a pallettoni contro l’auto dell’Assessore Comunale ai Lavori Pubblici del comune di Polistena Domenico Muià. «L’azione compiuta oltre che rappresentare un gravissimo atto di intimidazione contro una persona impegnata nelle istituzioni con onestà, impegno e diligenza al servizio dei cittadini – si legge nella nota del sindaco Michele Tripodi – si inquadra in un disegno terroristico-mafioso che punta a condizionare il lavoro trasparente dell’Amministrazione Comunale democraticamente eletta dal popolo di Polistena».

Al messaggio della Lanzetta si unisce quello del senatore Luigi De Sena che ha inteso estendere la propria solidarietà «anche a tutti i professionisti dell’ informazione ed agli amministratori locali che operano in territori difficili come la Calabria, dimostrando un costante impegno civile e democratico sganciato da qualsiasi meccanismo perverso di condizionamento. L’ inarrestabile escalation di intimidazioni e attentati che continuano a susseguirsi su tutto il territorio regionale è tematica tuttora sottoposta all’ attenzione della Commissione Parlamentare Antimafia .Auspico un’ inversione di rotta da parte della cittadinanza locale affinché non rimanga impassibile dinanzi a questo scempio criminale che si consuma quotidianamente in Calabria»

Uno “scempio criminale” che già Legautonomie Calabria, nel rapporto sulla sicurezza degli amministratori, ha rilevato, registrando nel 2011, ben 103 intimidazioni e circa mille dal 2000 ad oggi”. Il clima di impotenza che si registra nella regione è però all’apice rispetto agli anni passati. Non bastano più i proclami e non servono le parole non pensate. Qui si chiudono i Tribunali, si riducono i presidi della legalità, si mettono in ginocchio le imprese che non riescono ad ottenere i crediti dalla pubblica amministrazione. Bisogna stare attenti, molto attenti prima di giudicare i fatti: non è solo’ ndrangheta… qualche volta è anche “giustizia fai da te”, la peggiore quando manca lo Stato, l’unica che viene riconosciuta da molti in una terra da Far West come la Calabria.